Cannabis Medica e Riduzione dell’Uso di Benzodiazepine - Cannabiscienza

Cannabis Medica e Riduzione dell’Uso di Benzodiazepine

Cannabis Medica per ridurre l’utilizzo di benzodiazepine come Xanax o Valium? Vediamo cosa dice la scienza.

 

 

INDICE

1.  CANNABIS & CANNABINOID RESEARCH

Fondata nel 2016 e attualmente sotto la guida scientifica di Daniele Piomelli -professore di farmacologia e chimica biologica dell’Università di Irvine in California, USA- Cannabis and Cannabinoid Research è la prima rivista dedicata all’esplorazione scientifica, medica e psicosociale della Cannabis Medica, dei cannabinoidi e del Sistema Endocannabinoide.

Il Professor Daniele Piomelli è anche l’autore dell’introduzione al manuale “Principles of Clinical Cannabinology”, una guida completa, in inglese, sul mondo della Cannabis Medica. Potete anche trovare la versione italiana qui.

Anche questa rivista, come tutte quelle autorevoli in campo scientifico, si basa sul procedimento peer-reviewed (termine che potrebbe essere tradotto in italiano come “valutazione tra pari”), ad indicare che la selezione degli articoli viene effettuata da specialisti del settore che ne verificano la congruenza e la validità scientifica.

Cannabis and Cannabinoid Research ha presentato una ricerca che ci permette di esplorare la riduzione dell’uso di benzodiazepine in pazienti a cui è stata prescritta Cannabis Medica.

2. LE BENZODIAZEPINE: PERCHÉ DIMINUIRNE L’UTILIZZO

Le benzodiazepine sono farmaci di prima scelta nel trattamento di una varietà di condizioni neurologiche, come insonnia, ansia, abuso di alcol, convulsioni e disturbi della spasticità. Questi effetti sono dovuti ad un’amplificazione della segnalazione neurale inibitoria, principalmente attraverso i recettori dell’acido gamma-aminobutirrico (GABA).

L’utilizzo di questi farmaci è compreso tra il 5% e il 10% della popolazione. Le benzodiazepine sono considerate farmaci relativamente sicuri, soprattutto rispetto ai loro predecessori, i vecchi sedativi ipnotici come i barbiturici.

Tuttavia, come per ogni farmaco, le benzodiazepine possono provocare degli effetti collaterali, come atassia, vertigini, sonnolenza, affaticamento, reazione rallentata e debolezza muscolare.
Va peggio con l’utilizzo a lungo termine (spesso legato anche ad un errato concetto di automedicazione), dove le complicanze includono mancanza di concentrazionedipendenza, tolleranza e rischio di sovradosaggio.

Mel 2017, una meta-analisi (una tecnica statistica che analizza più studi clinici che hanno fornito risultati contrastanti su di uno stesso trattamento) ha riscontrato un’aumentata mortalità nei consumatori di benzodiazepine rispetto ai non utilizzatori.1 Questo dato è stato successivamente confermato da altri sudi, che mettono in evidenza un aumento della mortalità complessiva tra gli utilizzatori di benzodiazepine.2  3

Sebbene le benzodiazepine rimangano una classe essenziale di farmaci, è certamente necessario prestare attenzione per quanto riguarda il profilo degli effetti collaterali.

Per questo motivo, ci si è posti l’obiettivo di analizzare se vi era una riduzione dell’uso di benzodiazepine in una popolazione di pazienti a cui era stata prescritta Cannabis Medica.

3. GLI STUDI SULLA CANNABIS E LE BENZODIAZEPINE

Uno studio è stato effettuato su una coorte di 146 pazienti in terapia con Cannabis Medica (età media 47 anni, 61% donne, con il 54% di pazienti che ha riferito di un uso precedente di cannabis) che avevano riportato il contemporaneo utilizzo di benzodiazepine all’inizio della terapia con Cannabis.4

Ogni paziente è stato monitorato per 6 mesi attraverso una visita di controllo al secondo, quarto e sesto mese. Ad ogni visita, a seconda di quanto riportato dal paziente, il medico decideva se continuare o meno a prescrivere benzodiazepine. Poiché è stata effettuata un’analisi retrospettiva, i medici non avevano come scopo la riduzione delle prescrizioni di benzodiazepine.

Passiamo ora ai risultati.

  • Dopo aver completato un ciclo di prescrizione media di 2 mesi con Cannabis Medica, il 30,1% dei pazienti ha interrotto le benzodiazepine.
  • Alla seconda visita dopo 4 mesi, 65 pazienti totali (44,5%) hanno interrotto le benzodiazepine.
  • Nella visita finale, dopo tre cicli di prescrizione medica di cannabis, 66 pazienti totali (45,2%) hanno interrotto l’uso di benzodiazepine, mostrando un tasso di cessazione di utilizzo stabile per una media di 6 mesi.

I ricercatori hanno anche analizzato le quantità di THC e CBD nella Cannabis di volta in volta prescritta ai pazienti, ma non sono state riscontrate differenze significative nelle proporzioni di CBD e THC nella Cannabis utilizzata dai pazienti che hanno continuato e quelli che hanno interrotto le benzodiazepine.

Questo studio riporta quindi che quasi la metà dei pazienti a cui era stata prescritta Cannabis Medica ha interrotto la terapia con benzodiazepine. 

Successivi studi hanno dimostrato che il motivo per cui i pazienti passano dalle benzodiazepine alla cannabis per il controllo di disturbi dell’umore, ansia o insonnia, è dovuto ad una maggiore efficacia e ad una riduzione degli effetti collaterali.5

4. CONCLUSIONI SU CANNABIS E BENZODIAZEPINE

In conclusione, i risultati di varie ricerche offrono uno spaccato promettente sull’uso della Cannabis Medica come alternativa potenziale alle benzodiazepine, per il trattamento di disturbi neurologici come:

La riduzione significativa nell’uso delle benzodiazepine tra i pazienti che hanno iniziato una terapia con Cannabis Medica non solo mette in luce la potenziale efficacia di questa alternativa terapeutica, ma sottolinea anche l’importanza di considerare nuove strategie di trattamento che possano contribuire a minimizzare i rischi associati all’uso a lungo termine di benzodiazepine, come la dipendenza e gli effetti collaterali negativi.

Questo studi aprono la strada a future ricerche, necessarie per confermare questi risultati preliminari e per esplorare in modo più approfondito il rapporto tra Cannabis Medica e miglioramento della qualità della vita dei pazienti. È essenziale che tali studi continuino a essere condotti con rigore scientifico, al fine di garantire che le decisioni terapeutiche possano essere basate su solide evidenze cliniche.

Inoltre, questi risultati evidenziano l’importanza di un dialogo aperto tra pazienti e professionisti sanitari riguardo all’uso della Cannabis Medica, incoraggiando una maggiore consapevolezza e comprensione delle sue potenzialità terapeutiche. La speranza è che, nel tempo, l’accumulo di evidenze scientifiche possa contribuire a ridurre ancora di più lo stigma associato all’uso della cannabis a fini medici e a promuovere un approccio più inclusivo e olistico alla cura del paziente.

 

  1. Elisabetta Patorno, et al.
    Benzodiazepines and risk of all cause mortality in adults: cohort study.
    BMJ 2017 Jul 6:358:j2941. doi: 10.1136/bmj.j2941. []
  2. Mathieu, C., Joly, P., Jacqmin-Gadda, H. et al.
    Patterns of Benzodiazepine Use and Excess Risk of All-Cause Mortality in the Elderly: A Nationwide Cohort Study.
    Drug Saf 44, 53–62 (2021). []
  3. Fiona Charlson, et al.
    A systematic review of research examining benzodiazepine-related mortality.
    Pharmacoepidemiol Drug Saf. 2009 Feb;18(2):93-103. doi: 10.1002/pds.1694. []
  4. Purcell, C., Davis, A., Moolman, N., & Taylor, S. M. (2019).
    Reduction of Benzodiazepine Use in Patients Prescribed Medical Cannabis.
    Cannabis and Cannabinoid Research. []
  5. Chad Purcell.
    Chapter 35 – Benzodiazepines and cannabis use.
    Medicinal Usage of Cannabis and Cannabinoids. 2023, Pages 441-448. []
Autore
Fabio Turco
Neurogastrocannabinologo - Chimico Farmaceutico

4 risposte

  1. sto scalando 40 gocce di minias con 20 gocce di cbd al 20% mi e’ stato indicato da un medico esperto in cannabis . lo scalaggio e’ di 2 gocce alla settimana , francamente non so se riusciro’ , ma intanto ci provo. secondo LEI e’ un operazione fattibile , posso incorrere in una interazione negativa fra i componenti . tutto questo mi servira’ per poter fare la polisonnografia a bologna nel centro del sonno e vedere se ho anomalie nella struttura del sonno , mi hanno detto che con il minias non posso accedere , perche sarebbe tutto falsato. se dovessi avere una insonnia grave , mi daranno il nuovo farmaco antagonista dell’ orexina e’ potro’ dormire a lungo termine , ho gia 65 anni e l’pnotico mi e’ stato prescritto nel 2016 a fronte di insonnia secondaria per dolore neuropatico a piccole fibre. dopo tanti anni non so’ come il cervello reagira’ senza le benzo. questa e’ la mia storia , mi dica cosa ne pensa. grazie

    1. Gentile Giorgio, capisco le situazione e le confermo che le terapie con cannabinoidi potrebbero essere d’aiuto ma è importante una supervisione medica. Cannabiscienza non effettua visite mediche per pazienti. Per trovare un medico con esperienza in materia, visiti la seguente pagina: https://cannabiscienza.it/medici/

  2. Salve a tutti.
    Ho letto il vostro articolo ed è molto interessante aver capito che ci potrebbero essere dei medicinali naturali come la cannabis a sostituire farmaci di laboratorio come le benzodiazepine.
    Prendo benzodiazepine “Alprazolam” da circa tre anni ed è arrivato il momento di toglierle scalandole, però invano, non ci riesco e allora ho fatto una ricerca in Internet per capire l’alternativa a queste benzodiazepine e mi è venuto fuori questo vostro articolo molto ma molto interessante.
    Io vorrei fare da cavia e provare a togliere le benzodiazepine con la terapia a base di Cannabis medica, perché sono arrivato a un puto dove sono assuefatto di benzodiazepine, nonostante prendo solo 10 gocce di Alprazolam al giorno.
    Vorrei provare a scalare le gocce in concomitanza della terapia a base di Cannabis naturale.
    Vorrei che qualche dottore in materia mi desse una ricetta e dove e come trovare questa Cannabis medica, con le specifiche THC e CBD per curare l’ansia da assuefazione di benzodiazepine.
    Ringrazio in anticipo chi mi risponde.

    1. Gentile Alessio, capisco le situazione e le confermo che le terapie con cannabinoidi potrebbero essere d’aiuto. Cannabiscienza non effettua visite mediche per pazienti. Per trovare un medico con esperienza in materia, visiti la seguente pagina: https://cannabiscienza.it/medici/

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