Cannabis e riduzione dell'uso di benzodiazepine (Xanax o Valium) - cannabinoidi THC e CBD - Cannabiscienza

Riduzione dell’uso di Benzodiazepine in pazienti di Cannabis Medica

È possibile ridurre l’utilizzo di benzodiazepine come Xanax o Valium utilizzando Cannabis Medica? Analizziamo una pubblicazione del 23 Settembre 2019 apparsa su Cannabis & Cannabinoid Research.

 

INDICE

1. IL JOURNAL CANNABIS & CANNABINOID RESEARCH

Fondata nel 2016 e attualmente sotto la guida scientifica di Daniele Piomelli -professore di farmacologia e chimica biologica dell’Università di Irvine in California, USA- Cannabis and Cannabinoid Research è la prima rivista dedicata all’esplorazione scientifica, medica e psicosociale della Cannabis Medicinale, dei cannabinoidi e del Sistema Endocannabinoide.
Anche questa rivista, come tutte quelle autorevoli in campo scientifico, si basa sul procedimento peer-reviewed (termine che potrebbe essere tradotto in italiano come “valutazione tra pari”), ad indicare che la selezione degli articoli viene effettuata da specialisti del settore che ne verificano la congruenza e la validità scientifica.

Nel numero online di settembre, Cannabis and Cannabinoid Research presenta una ricerca sulla riduzione dell’uso di benzodiazepine in pazienti a cui è stata prescritta Cannabis Medica.

 

2. LE BENZODIAZEPINE: PERCHÉ DIMINUIRNE L’UTILIZZO

Le benzodiazepine sono farmaci di prima scelta nel trattamento di una varietà di condizioni neurologiche, come insonnia, ansia, abuso di alcol, convulsioni e disturbi della spasticità. Questi effetti sono dovuti ad un’amplificazione della segnalazione neurale inibitoria, principalmente attraverso i recettori dell’acido gamma-aminobutirrico (GABA).

In Canada (dove è stata effettuata la ricerca, ndr) l’utilizzo di questi farmaci è compreso tra il 5% e il 10% della popolazione. Le benzodiazepine sono considerate farmaci relativamente sicuri, soprattutto rispetto ai loro predecessori, i vecchi sedativi ipnotici come i barbiturici.

Tuttavia, come per ogni farmaco, essi possono provocare degli effetti collaterali abbastanza comuni, come atassia, vertigini, sonnolenza, affaticamento, reazione rallentata e debolezza muscolare.
Va peggio con l’utilizzo a lungo termine (spesso legato anche ad un errato concetto di automedicazione), dove le complicanze includono mancanza di concentrazione, dipendenza, tolleranza e rischio di sovradosaggio.

Inoltre, una recente meta-analisi (una tecnica statistica che analizza più studi clinici che hanno fornito risultati contrastanti su di uno stesso trattamento) ha riscontrato un’aumentata mortalità nei consumatori di benzodiazepine rispetto ai non utilizzatori. Questo dato era già stato messo in evidenza nel 2009 da una revisione sistematica (ovvero una revisione della letteratura che esamina e sintetizza in un unico articolo i lavori precedentemente prodotti su un certo tema) che dimostra un aumento della mortalità complessiva tra gli utilizzatori di benzodiazepine. 

Sebbene le benzodiazepine rimangano una classe essenziale di farmaci, è certamente necessario prestare attenzione per quanto riguarda il profilo degli effetti collaterali.

Per questo motivo, lo studio si è posto l’obiettivo di analizzare se vi era una riduzione dell’uso di benzodiazepine in una popolazione di pazienti a cui era stata prescritta Cannabis Medicinale.

 

3. LO STUDIO SULLA CANNABIS E LE BENZODIAZEPINE

Lo studio è stato effettuato su una coorte di 146 pazienti in terapia con Cannabis Medica (età media 47 anni, 61% donne, 54% che ha riferito di un uso precedente di Cannabis) che avevano riportato il contemporaneo utilizzo di benzodiazepine all’inizio della terapia con Cannabis.

Il metodo scelto è stato quello dell’analisi retrospettiva, in cui viene analizzata l’evoluzione clinica di una popolazione partendo da dati del passato (controllando oggi com’è la situazione di una determinata popolazione di cui si conoscevano i dati pregressi).

Ogni paziente è stato monitorato per 6 mesi attraverso una visita di controllo al secondo, quarto e sesto mese. Ad ogni visita, a seconda di quanto riportato dal paziente, il medico decideva se continuare o meno a prescrivere benzodiazepine. Poiché, come detto, è stata effettuata un’analisi retrospettiva, i medici non avevano come scopo la riduzione delle prescrizioni di benzodiazepine.

Passiamo ora ai risultati.

  • Dopo aver completato un ciclo di prescrizione media di 2 mesi con Cannabis Medica, il 30,1% dei pazienti ha interrotto le benzodiazepine.
  • Alla seconda visita dopo 4 mesi, 65 pazienti totali (44,5%) hanno interrotto le benzodiazepine.
  • Nella visita finale, dopo tre cicli di prescrizione medica di cannabis, 66 pazienti totali (45,2%) hanno interrotto l’uso di benzodiazepine, mostrando un tasso di cessazione di utilizzo stabile per una media di 6 mesi.

I ricercatori hanno anche analizzato le quantità di THC e CBD nella Cannabis di volta in volta prescritta ai pazienti, ma non sono state riscontrate differenze significative nelle proporzioni di CBD e THC nella Cannabis utilizzata dai pazienti che hanno continuato e quelli che hanno interrotto le benzodiazepine.

Questo studio riporta quindi che quasi la metà dei pazienti a cui era stata prescritta Cannabis Medica ha interrotto la terapia con benzodiazepine. 

 

4. CONCLUSIONI SU CANNABIS E BENZODIAZEPINE

Sebbene questo dato sia senza dubbio degno di nota, esso da solo non basta ancora per affermare che la Cannabis possa essere prescritta in sostituzione delle benzodiazepine.
Ciò perché, come evidenziato dai ricercatori stessi, il campione analizzato, sebbene significativo, è di modeste dimensioni.

Inoltre vari aspetti (come il dosaggio delle benzodiazepine, l’indicazione e la durata dell’uso, le informazioni sulle intenzioni dei pazienti relative all’interruzione, i parametri biochimici eventualmente modificati, ecc…) non sono stati presi in considerazione.

In conclusione del loro studio, i ricercatori affermano che la Cannabis Medica rimane un trattamento ancora poco esplorato ma potenzialmente efficace per i pazienti che soffrono di una varietà di condizioni mediche.

All’interno di una coorte di pazienti in terapia con Cannabis, gran parte ha interrotto con successo la terapia con benzodiazepine pre-esistente.

Questo studio sostiene pertanto la necessità di una continua ricerca nel campo della Cannabis Medicinale e sollecita un’esplorazione più approfondita del suo valore terapeutico.

 

5. REFERENZE

Autore
Fabio Turco
Neurogastrocannabinologo - Chimico Farmaceutico

4 risposte

  1. sto scalando 40 gocce di minias con 20 gocce di cbd al 20% mi e’ stato indicato da un medico esperto in cannabis . lo scalaggio e’ di 2 gocce alla settimana , francamente non so se riusciro’ , ma intanto ci provo. secondo LEI e’ un operazione fattibile , posso incorrere in una interazione negativa fra i componenti . tutto questo mi servira’ per poter fare la polisonnografia a bologna nel centro del sonno e vedere se ho anomalie nella struttura del sonno , mi hanno detto che con il minias non posso accedere , perche sarebbe tutto falsato. se dovessi avere una insonnia grave , mi daranno il nuovo farmaco antagonista dell’ orexina e’ potro’ dormire a lungo termine , ho gia 65 anni e l’pnotico mi e’ stato prescritto nel 2016 a fronte di insonnia secondaria per dolore neuropatico a piccole fibre. dopo tanti anni non so’ come il cervello reagira’ senza le benzo. questa e’ la mia storia , mi dica cosa ne pensa. grazie

    1. Gentile Giorgio, capisco le situazione e le confermo che le terapie con cannabinoidi potrebbero essere d’aiuto ma è importante una supervisione medica. Cannabiscienza non effettua visite mediche per pazienti. Per trovare un medico con esperienza in materia, visiti la seguente pagina: https://cannabiscienza.it/medici/

  2. Salve a tutti.
    Ho letto il vostro articolo ed è molto interessante aver capito che ci potrebbero essere dei medicinali naturali come la cannabis a sostituire farmaci di laboratorio come le benzodiazepine.
    Prendo benzodiazepine “Alprazolam” da circa tre anni ed è arrivato il momento di toglierle scalandole, però invano, non ci riesco e allora ho fatto una ricerca in Internet per capire l’alternativa a queste benzodiazepine e mi è venuto fuori questo vostro articolo molto ma molto interessante.
    Io vorrei fare da cavia e provare a togliere le benzodiazepine con la terapia a base di Cannabis medica, perché sono arrivato a un puto dove sono assuefatto di benzodiazepine, nonostante prendo solo 10 gocce di Alprazolam al giorno.
    Vorrei provare a scalare le gocce in concomitanza della terapia a base di Cannabis naturale.
    Vorrei che qualche dottore in materia mi desse una ricetta e dove e come trovare questa Cannabis medica, con le specifiche THC e CBD per curare l’ansia da assuefazione di benzodiazepine.
    Ringrazio in anticipo chi mi risponde.

    1. Gentile Alessio, capisco le situazione e le confermo che le terapie con cannabinoidi potrebbero essere d’aiuto. Cannabiscienza non effettua visite mediche per pazienti. Per trovare un medico con esperienza in materia, visiti la seguente pagina: https://cannabiscienza.it/medici/

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