La Regione Calabria ha approvato una legge sulla cannabis medica che riguarda il suo utilizzo. Si tratta di una novità importante e attesa da circa dieci anni per la regolamentazione dell’uso di questa pianta a fini terapeutici, in una regione che non può proprio dirsi il fiore all’occhiello della sanità italiana.
La recente legge regionale definisce alcune norme e indicazioni per l’uso della Cannabis Terapeutica in Calabria, in modo da garantire l’accesso alle cure per i pazienti che ne hanno bisogno e, allo stesso tempo, tutelare la salute pubblica.
Ma quali sono le principali misure contenute nella legge regionale della Calabria sulle prescrizioni di cannabis teraupetica?
Dopo decenni di studi scientifici che ne hanno dimostrato l’efficacia, la Cannabis Terapeutica è entrata a far parte delle possibili terapie che un medico italiano può prescrivere ai pazienti che ne hanno bisogno. La Cannabis Terapeutica, considerata un farmaco a tutti gli effetti, ha però delle modalità di prescrizione ed erogazione che la differenziano dai farmaci tradizionali.
Il medico di famiglia, in particolare, ha la possibilità di prescrivere Cannabis Terapeutica rimborsabile dal sistema sanitario, anche se l’iter burocratico da seguire può risultare complicato, a causa delle differenze normative tra le varie Regioni.
Per conoscere e approfondire modalità di erogazione, patologie trattabili e/o rimborsabili, varietà disponibili e tutte le informazioni sulla corretta prescrizione di Cannabis Medica e derivati cannabinoidi, i medici – e non solo – hanno a disposizione uno strumento in più: i Master e i Corsi di approfondimento on-line di Cannabiscienza.
Con il Decreto Ministeriale del 23 gennaio 2013, la Cannabis Medicinale in Italia è considerata un farmaco a tutti gli effetti. La cannabis è infatti prescrivibile dai medici italiani e i pazienti possono acquistarla nelle apposite farmacie. Nonostante i progressi fatti dal 2013, per molti medici ed operatori sanitari la cannabis è ancora poco conosciuta.
La farmacocinetica e la farmacodinamica della cannabis sono concetti essenziali che un operatore sanitario interessato a questa pianta dovrebbe conoscere, insieme alle modalità di prescrizione in Italia e alle patologie per le quali è efficace.
I professionisti della salute italiana hanno la possibilità -e il dovere- di ampliare le proprie conoscenze sui nuovi sviluppi della medicina, attraverso corsi ECM per medici, ma anche per farmacisti e biologi. Cannabiscienza offre dei corsi ECM accreditati, in grado di rispondere alle principali domande su un corretto utilizzo della Cannabis Medica.
Negli ultimi anni, molti Paesi nel mondo stanno virando verso una maggiore libertà nell’utilizzo della cannabis. L’uso medicinale è ormai una realtà terapeutica in molte nazioni e vari governi si stanno interrogando sulla possibilità di normare e legalizzare il cosiddetto uso ricreativo. Anche in Italia il dibattito va avanti da anni, nonostante varie prese di posizione contrarie, spesso dogmatiche.
L’argomento principale usato da chi è contrario alla liberalizzazione della cannabis si basa sugli effetti negativi che questa pianta avrebbe sulla salute, soprattutto degli adolescenti.
Ma la cannabis fa davvero così male?
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Madre Natura è una fucina infinita di sostanze chimiche bioattive, rese disponibili tramite l’interminabile lavoro delle piante. Per addentrarci in questo principio essenziale della vita dobbiamo pensare ad un luogo del pianeta in cui vi è massima espressione di biodiversità: la giungla. In questo magnifico posto piante e animali hanno trovato l’equilibrio perfetto per vivere ed evolversi nelle più strane ed intelligenti forme di vita.
Nello stesso momento l’uomo ha imparato a conoscerne i pericoli e ad apprezzarne le virtù: infatti le popolazioni indigene conoscono alla perfezione tutte le piante curative, definendo la giungla come la più grande farmacia naturale presente sul pianeta. Dunque la giungla è in grado di produrre i veleni più letali, ma allo stesso tempo dona i rimedi e le cure efficaci per la sopravvivenza.
In questo contesto, tramite la conoscenza e la complementare esperienza, nei millenni l’uomo ha imparato che l’etnobotanica, ovvero la conoscenza dei principi attivi naturali, è essenziale per il proprio benessere e per la cura delle malattie.
In seguito a questa riflessione naturalistica, risulta quasi spontaneo citare Paracelso con una delle sue frasi più celebri, ancora oggi ricordata in tante lezioni di tossicologia:
“Omnia venenum sunt: nec sine veneno quicquam existit. Dosis sola facit, ut venenum non fit”.
Questa è l’essenza pura del naturalismo applicato alla medicina, ovvero: “Tutto in natura è veleno e nulla esiste senza veleno, solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto”
In questi paragrafi avrò l’onore di descrivervi il lavoro che svolgiamo con Cannabiscienza per permettere a quante più persone possibili di percorrere un viaggio esplorativo volto alla conoscenza della pianta di cannabis e del Sistema Endocannabinoide.
Le modalità di prescrizione ed erogazione della Cannabis Terapeutica nella Regione Lazio sono state regolamentate da alcuni decreti del commissario ad acta alla sanità nel 2017 e nel 2018, in ritardo rispetto a molte altre regioni. La rimborsabilità è prevista solo per alcune patologie e per alcune categorie di pazienti.
Con la Legge Regionale 11 del 2015 e la Delibera di recepimento di tale legge, la Regione Piemonte ha riconosciuto ai suoi cittadini il diritto di poter accedere alle cure a base di Cannabis e cannabinoidi. Tra le prime regioni italiane a deliberare in tal senso, il Piemonte ha una legislazione in linea con le indicazioni nazionali per l’utilizzo di Cannabis Terapeutica.
Tuttavia, poiché le stesse normative nazionali contengono molte limitazioni, anche in questa Regione permangono le difficoltà di prescrizione e approvvigionamento tipiche del panorama italiano.
La Regione Toscana è stata la prima Regione italiana ad emanare disposizioni circa l’utilizzo e la prescrizione di Cannabis Terapeutica e di farmaci a base di cannabinoidi, con la Legge regionale 8 maggio 2012, n. 18. Le successive integrazioni hanno definito le modalità di erogazione e di prescrizione dei preparati a base di Cannabis Terapeutica.
Come altre Regioni anche la Toscana ha previsto la rimborsabilità solo per alcune patologie e solo in base ad un Piano Terapeutico rilasciato da un medico ospedaliero.