Che cos’è la cannabis terapeutica?

Se ne parla ovunque, ma ancora non avete capito nel dettaglio, da un punto di vista scientifico, che cos’è la Cannabis Terapeutica, quali varietà sono acquistabili in Italia e, soprattutto, cosa fa della cannabis una pianta medicinale?

INDICE

1. CHE COSA SIGNIFICA E COS’È LA CANNABIS TERAPEUTICA

Il termine “Cannabis terapeutica”, o più propriamente detta Cannabis Medica (CM), si riferisce all’impiego in medicina di infiorescenze femminili mature essiccate di Cannabis Sativa L. (la lettera L. si riferisce a Linnaeus, lo studioso che nel Settecento per primo classificò scientificamente la Cannabis, insieme a moltissime altre varietà di piante).

La CM proviene da piante di Cannabis di qualità medica coltivate senza pesticidi. Ciascun passaggio, dalla cura delle piante, al confezionamento del prodotto finito, deve attenersi agli standard internazionali di buona agricoltura e manifatturazione GACP e GMP, (dall’inglese Good Agricultural And Collecting Practice e Good Manufacturing Practice).

La massima trasparenza sul prodotto è essenziale per soddisfare le esigenze di pazienti, medici, farmacisti e regolatori; tale trasparenza è garantita dalle analisi di laboratorio che vengono svolte durante i vari stadi di produzione.

Puoi approfondire questo argomento con la lettura di “Analisi e Cannabis Medica: manuale per produttori e farmacisti

2. QUALI COMPONENTI HANNO UN EFFETTO TERAPEUTICO

La cannabis è un fitocomplesso; questo significa che contiene un’ampia gamma di sostanze con attività farmacologica e non un unico principio attivo.
Ciascuna varietà di Cannabis Medica contiene tali sostanze in proporzioni uniche e distinte.

Le più note sostanze per le evidenti qualità medicinali sono i cannabinoidi (circa 150 riconosciuti fino ad oggi) e i terpeni (oltre 200 riconosciuti nelle piante di cannabis); ma non mancano altre importanti molecole, come i flavonoidi (circa 20), amino acidi, acidi grassi, alcaloidi, clorofilla etc.1 ;2

Il numero di molecole farmacologicamente attive contenute in questa erba medicinale può intimorire, rendendola una pianta sicuramente complessa nel suo utilizzo.

Per comprendere la sua applicazione vi sono però in nostro supporto millenni di conoscenze aneddotiche (dalle medicine popolari) e migliaia di evidenze scientifiche ottenute da anni di studi sia di laboratorio che in clinica.
Sappiamo che grazie alla natura di fitocomplesso della Cannabis essa interagisce con una moltitudine di recettori e di sistemi cellulari diversi tra loro.

Questa qualità rende possibile che la Cannabis medicinale venga utilizzata per trattare sintomi molto differenti, in momenti della giornata diversi e in gruppi di persone epidemiologicamente distinti.
Conoscere le componenti della pianta permette di imparare a personalizzare il prodotto di CM alla persona, minimizzando gli effetti collaterali e aumentando i vantaggi terapeutici.

3. QUALI VARIETÀ DI CANNABIS MEDICA SONO PRESCRITTE IN ITALIA

Le varietà di Cannabis Terapeutica  prescrivibili in Italia al settembre 2023 sono :

  • Bedrocan (THC 22%, CBD < 1%),
  • Bediol (THC 6,3%, CBD  8%),
  • Bedrobinol (THC 13,5%, CBD < 1%)
  • Bedrolite (THC <1%, CBD 7,5%),
  • Bedica (THC 14%, CBD < 1%),
  • FM2 (THC 5-8%, CBD 7,5-12%),
  • Billy Buttons (THC 19%, CBD < 1%); questa varietà è disponibile solo per tutto il 2023, dopodichè sarà sostituita con un’altra varietà prodotta dall’azienda Linneo/Alcaliber.

Queste varietà sono distribuite come infiorescenze e successivamente il farmacista dovrà allestirle secondo la prescrizione del medico.

Nelle farmacie italiane sono disponibili anche estratti (oli) di cannabis già pronti. A settembre 2023, gli estratti presenti nelle farmacie italiane sono:

Estratti Tilray/FL Group:

  • Estratto Vegetale di Cannabis Standardizzato in THC 25 mg/mL;
  • Estratto Vegetale di Cannabis Standardizzato in THC 10 mg/mL e CBD 10 mg/mL;
  • Estratto Vegetale di Cannabis Standardizzato in THC 5 mg/mL e CBD 20 mg/mL.

 

Estratti Farmalabor:

  • Estratto di Cannabis 15% THC (THC 150 mg/mL, CBD < 1%),
  • Estratto di Cannabis 5% CBD (THC < 0.5%, CBD 50mg/mL),
  • Estratto di Cannabis 2.5% THC (THC 25 mg/mL, CBD < 1%),
  • Estratto di Cannabis 2% THC (THC 20 mg/mL, CBD < 1%),
  • Estratto di Cannabis 1% THC (THC 10 mg/mL, CBD < 1%),
  • Estratto di Cannabis 1% THC e 1% CBD (THC 10 mg/mL, CBD 10 mg/mL).

 

Estratto Avextra/Fagron:

  • Estratto di Cannabis 1% THC e 1% CBD (THC 10 mg/mL, CBD 10 mg/mL

In tutti i casi si tratta di estratti “full spectrum” in olio MCT.

Per saperne di più circa l’approvvigionamento di Cannabis Medica da parte delle farmacie clicca qui.

4. COME SI DISTINGUONO LE VARIETÀ DI CANNABIS TERAPEUTICA

Le piante di CM vengono principalmente suddivise in varietà sulla base di:

  1. produzione di cannabinoidi
  2. profilo terpenico

 

4.1 COS’È LA CANNABIS TERAPEUTICA: I CANNABINOIDI

I cannabinoidi sono composti lipidici prodotti dalla pianta a scopi di difesa (da radicali liberi, patogeni, raggi UV).
Le piante di cannabis producono principalmente cannabinoidi acidi o detti in farmacologia “pre-cannabinoidi”, perché non in grado di attivare i recettori classici cannabinoidi (nella loro forma abbreviata, sono seguiti dalla lettera “A”, ad esempio THCA, CBDA, CBCA etc).
Questi vengono trasformati in cannabinoidi “neutri” come THC e CBD in un processo descritto nella sezione “Come il calore trasforma la Cannabis”.3

 

4.1.1 Alta % di THC

Le varietà di Cannabis Terapeutica vendute nelle farmacie galeniche italiane che contengono alta concentrazione di cannabinoide acido THC-A (acido tetraidrocannabinolico).
Da queste varietà si possono ottenere tra il 13 e il 26% di THC.

 

4.1.2 Alta % di CBD

Al contrario, dalle varietà di Cannabis medicinale che contengono alta concentrazione di cannabinoide acido CBD-A (acido cannabidiolico) si possono ottenere tra l’8 e il 10% di CBD con livelli di THC sotto l’1%.

4.1.3 % di THC:CBD bilanciata

Bediol e FM-2 sono invece i nomi commerciali per le varietà di CM in vendita in Italia che contengono una medio-alta concentrazione di entrambi i cannabinoidi acidi (THCA e CBDA), in proporzioni simili, spesso 1:1.
Da queste varietà si possono ottenere tra il 5% di THC e il 12% di CBD.

 

4.2 COS’È LA CANNABIS TERAPEUTICA: IL PROFILO TERPENICO

Le varietà di Cannabis Terapeutica vengono distinte anche in base al profilo terpeno-fenolico; ovvero alla proporzione delle concentrazioni delle molecole che donano differenti fragranze (terpeni) e pigmentazioni (flavonoidi) alle piante (per un approfondimento sui terpeni, clicca qui).

Queste sostanze hanno un importante ruolo nella mediazione o amplificazione degli effetti terapeutici dei cannabinoidi, a seconda della varietà.4

 

4.3 COS’È LA CANNABIS TERAPEUTICA: I CULTIVAR

cultivar sono varietà di cannabis che sono state selezionate dall’uomo in base a caratteristiche specifiche.
Le differenze tra cultivar a dominanza Indica o Sativa sono svariate. Qui sotto vengono descritti i principali effetti attribuibili a queste varietà sulla fisiologia umana.

NB: la scienza ha dimostrato che i termini Indica e Sativa non hanno molto senso, perchè si tratta sempre della stessa pianta e gli effetti di ciascuna varietà non possono essere dedotti dalla semplice appartenenza al “genere” Indica o Sativa. Tuttavia, molti produttori di Cannabis Medica riportano ancora questa distinzioni e per correttezza di informazione la riportiamo anche noi.

4.3.1 Dominanza Indica

Generalmente, le varietà illustrate in Fig.1 come “Indica” identificano una prevalenza di effetti analgesici e sedativi e un effetto maggiormente concentrato sul corpo, in accordo con un’alta % di componenti come il terpene aciclico mircene, che si ipotizza amplifichi il THC tramite diversi meccanismi.5 ;6 ;7

4.3.2 Dominanza Sativa

Il maggior numero di varietà CM venduta in Italia è a dominanza sativa.
Queste includono varietà con tutte le principali proporzioni di THC:CBD discusse qui sopra; mentre gli effetti descritti qui sotto variano anche in base al profilo cannabinoide di ciascuna pianta.

Le varietà sativa sono tipicizzate da un effetto prevalentemente cerebrale. Le varietà a dominanza sativa vengono preferite per le attività diurne poiché generalmente causano un effetto energizzante.

5. COME IL CALORE TRASFORMA LA CANNABIS

Le percentuali presentate in Figura 1 distinguono le varietà in base alla proporzione di cannabinoidi “neutri”: le molecole CBD (cannabidiolo) e THC (tetraidrocannabinolo).

Queste molecole sono presenti in proporzioni molto basse nelle infiorescenze di cannabis al momento della raccolta, poiché si ottengono solo tramite una trasformazione.

Tale trasformazione viene definita decarbossilazione, e non è altro che l’applicazione di una fonte di calore intorno ai 120 °C, per permettere la dispersione del gruppo carbossile COOH e convertire le molecole di cannabinoidi acidi in cannabinoidi neutri.8

Le percentuali in Figura 1 dunque indicano valori stimati sulla decarbossilazione totale dei prodotti.
E’ perciò possibile ottenere proporzioni diverse di cannabinoidi neutri (THC: CBD) dalle percentuali presentate in tabella a seconda del metodo di preparazione da parte del farmacista preparatore o del paziente stesso, che determinano durata, temperatura e matrici in cui viene decarbossilata la Cannabis terapeutica (es: dal metodo di somministrazione prescelto).9

Figura 2. – Decarbossilazione dei cannabinoidi

6. QUALI SONO GLI EFFETTI DELLA CANNABIS

6.1 EFFETTI DELLA CANNABIS AD ALTA CONCENTRAZIONE DI THC

Piante di Cannabis ad alto contenuto di THCA possono essere utilizzate, previa decarbossilazione, per ottenere Cannabis medicinale con un’alta concentrazione di THC.

Figura 3. – Il THCA (non psicotomimetico) si trasforma in THC (psicotropo) previa decarbossilazione

Il Δ-9 THC (e alcuni suoi isomeri) sono cannabinoidi che inducono eventuali effetti psicotropi, ovvero perturbazioni della vigilanza e/o dell’umore.
Quanto più la concentrazione di THC è alta, quanto più gli effetti di questa molecola vengono avvertiti.

Questi effetti includono:

  • euforia,
  • rilassamento (incluso rilassamento muscolare),
  •  sonnolenza, 
  • astenia, 
  • analgesia, 
  • stimolazione dell’appetito,
  • antiemesi.10

 

La Cannabis Medicinale ad alta % di THC è indicata principalmente per controllare spasmi, dolore e aumentare l’appetito.

Esiste un’ampia variabilità personale degli effetti del consumo di cannabis con alta concentrazione di THC, e i principali effetti collaterali consistono in:

  • narcosi, 
  • vertigini, 
  • tachicardia, 
  • ridotte capacità cognitive, 
  • ridotte coordinazione e prestazioni lavorative, 
  • episodi psicotici o crisi di panico.11

 

Seppure tali effetti sono acuti, e quindi non perdurano oltre il tempo in cui il THC è presente nel plasma, sono da tenere in considerazione per evitare la somministrazione di cannabis ad alta concentrazione di THC a pazienti cardiopatici o con problemi di salute mentale che potrebbero rischiare un’esacerbazione dei sintomi.12

Una discussione più approfondita di questo punto può essere trovata in “Pazienti psichiatrici: i pro e i contro della terapia a base di CM

Poiché le piante di cannabis sono un fitocomplesso, gli effetti di questa pianta medicinale non sono solo determinati dalla concentrazione del THC, ma anche dalla proporzione con altre molecole.
Ad esempio, il cannabinoide CBD e il terpene limonene attenuano gli effetti astenici e ansiogenici, mentre il cannabinoide CBC e i terpeni mircene e linalolo ne amplificano gli effetti analgesici e sedativi.4

 

6.2 EFFETTI DELLA CANNABIS AD ALTA CONCENTRAZIONE DI CBD

Il CBD (e derivati) sono cannabinoidi che non inducono effetti psicotropi.13
Piante di cannabis ad alto contenuto di CBDA possono essere utilizzate, previa decarbossilazione, per ottenere Cannabis Medicinale con un’alta concentrazione di CBD.14

Gli effetti più investigati del CBD includono proprietà:

  • ansiolitiche,
  • anti-psicotiche, 
  • neuroprotettive
  • anti-infiammatorie,
  • analgesiche,
  • antiepilettiche,
  • antiemetiche,
  • antitumorali. (esperimenti pre-clinici)15

 

Cannabis medicinale ad alta concentrazione di CBD è particolarmente utilizzata per:

  • regolare l’umore,
  • controllare disturbi infiammatori, 
  • diminuire le convulsioni, 
  • controllare la nausea
  • diminuire il dolore.

 

A seconda della condizione, una concentrazione più o meno alta di THC potrebbe risultare necessaria per coadiuvarne gli effetti.

Per approfondire consigliamo la lettura di questa pubblicazione: “Le varietà di Cannabis Medica in Italia: guida pratica”

6.3 EFFETTI DEI CANNABINOIDI ACIDI

Come sottolineato in precedenza, tramite reazioni enzimatiche le piante di cannabis sintetizzano in natura tutti i cannabinoidi nella loro forma chimica acida. I cannabinoidi acidi sono i fitocannabinoidi prevalenti nelle piante di cannabis cruda (o anche “Raw Cannabis“).

I cannabinoidi acidi non hanno effetti psicotropi poichè non penetrano la barriera emato-encefalica (quella rete di capillari che protegge il nostro cervello), e interagiscono principalmente con il sistema recettoriale della periferia del corpo.

Seppur meno investigati, i cannabinoidi acidi come il CBDA e THCA hanno dimostrato effetti medicinali propri (vedi nausea, dolore, neuroprotezione) e agiscono tramite meccanismi di funzione diversi rispetto al CBD e THC.16

7. COS’È LA CANNABIS TERAPEUTICA: I TERPENI

I terpeni sono strutture lipidiche prodotte dalle resine di molte piante.
Le piante producono questi metaboliti secondari (olii essenziali) principalmente con un ruolo di difesa (contro funghi, batteri, erbivori o stress ambientali) e di comunicazione (con altre piante o insetti e uccelli).

Gli olii essenziali sono riconoscibili perchè hanno delle fragranze peculiari alla composizione dei terpeni che li costituiscono.

Le piante di cannabis producono diversi tipi di terpeni; essi hanno strutture biochimiche distinte tra loro. Alcune categorie di terpeni sono più volatili di altre e possono essere perse nel prodotto medicinale finale.

monoterpeni, fragranze come il limonene o il mentolo, ad esempio, una volta scaldati sono più proni alla denaturazione e dispersione rispetto ai sesquiterpeni, più resistenti alle temperature. (4) Da questo ne consegue l’importanza di un’accurata comprensione dei diversi metodi di somministrazione e preparazioni farmaceutiche della CM, non solo per il farmacista preparatore, ma anche per il medico prescrittore e per il paziente o caretaker.

Monoterpeni e Sesquiterpeni della Cannabis

7.1 QUALE RUOLO HANNO I TERPENI NELLA CANNABIS TERAPEUTICA

Ciascun terpene apporta proprietà mediche distinte grazie all’ interazione con vie recettoriali e/o enzimatiche proprie.4  Tale fortunata combinazione ha permesso a studi etnofarmacologici, nonostante le limitazioni in vigore su sostanze stupefacenti, di ricavare negli anni dati scientifici su queste molecole e di individuare i meccanismi di funzione e le proprietà medicinali di un gran numero di terpeni presenti nella Cannabis Medicinale.
Tali studi, uniti all’esperienza aneddotica di pazienti nel mondo, ci permettono di riconoscere i profili terpenici della Cannabis Terapeutica ed iniziare a distinguerli a seconda delle necessità di trattamento.

I terpeni possono modulare i cannabinoidi in un rapporto sinergico che è stato ampiamente discusso nella letteratura scientifica e definito “entourage effect”.1 ;2 ;4

I terpeni penetrano facilmente la barriera ematoencefalica e favoriscono i cannabinoidi a fare lo stesso.
Inoltre possono modulare gli effetti dei cannabinoidi direttamente sul sito dei loro recettori.2 ;4 A tal proposito si consiglia la lettura del testo: “Mircene: alla scoperta delle attività anti-infiammatorie e analgesiche

Alcuni terpeni alterano la velocità del fegato nel metabolizzare i cannabinoidi, aumentando la loro biodisponibilità.

Altri, come il beta-cariofillene, attivano direttamente recettori cannabinoidi, (CB2) agendo come veri e propri “cannabinoidi alimentari”.17

Qui puoi leggere: “Cariofillene: effetti antinfiammatori di un cannabinoide alimentare

Infine, terpeni come il limonene hanno attività antiossidanti e anti-catrame, proteggendo dal rischio di cancro i fumatori. Nonostante la combustione della Cannabis sia sempre sconsigliata per uso medicinale, essa è tollerata nei pazienti terminali.

8. COS’È LA CANNABIS TERAPEUTICA: I FLAVONOIDI

I flavonoidi sono metaboliti secondari comunemente prodotti da molte piante. Le piante secernono flavonoidi per proteggersi dallo stress ossidativo, patogeni e da raggi ultravioletti (UV).
La cannabis, come molte altre piante, produce flavonoidi: ne sono stati identificati oltre venti.

A differenza dei cannabinoidi e terpeni, che sono presenti principalmente nelle infiorescenze della pianta di cannabis, i flavonoidi sono stati trovati sia nei fiori, ma anche nelle foglie e fusto della pianta.

Alcuni flavonoidi della Cannabis sono comuni con altre piante, ad esmpio:

  • apigenina,
  • vitexina, 
  • campferolo,
  • quercetina, 
  • luteolina.

 

Altri flavonoidi (Cannflavine A, B, C) e lignani (Cannabisine A,B,C,D,E,F) risultano unici per

questa pianta.18
In alcune varietà di cannabis le cannflavine, oltre ad essere presenti nelle parti sopracitate, vengono prodotte dalla pianta già durante la formazione del germoglio.19

 

8.1 QUALE RUOLO HANNO I FLAVONOIDI NELLA CANNABIS TERAPEUTICA

I flavonoidi hanno una nota azione antiossidante ed anti-infiammatoria; alcuni di essi presentano proprietà adiuvanti in alcuni stati patologici oltre che di prevenzione.

Inoltre i flavonoidi sono in grado di agire a livello dei citocromi modulando l’assorbimento, la distribuzione, il metabolismo e l’eliminazione dei cannabinoidi dall’organismo.2

Per approfondire consigliamo la lettura di “I flavonoidi nella Cannabis Medica

9. CONSIDERAZIONI FINALI DI UN MEDICO PRESCRITTORE

Dott. Lorenzo Calvi, Medico Chirurgo, specialista in anestesia, rianimazione e terapia del dolore, e in etnofarmacologia & ricercatore sulla Cannabis S. presso l’Università di Milano, dipartimento di agraria dice:

“La CM contiene il fitocomplesso con i principi attivi, dotati di attività farmacologica. Il principio attivo di maggior interesse è il THC, una sostanza psicotropa, considerata dalle leggi italiane uno stupefacente.
Negli ultimi anni altre componenti della cannabis non psicotrope, come il CBD, o altri cannabinoidi “minori” (come il THCV, THCA, CBDA) e terpenoidi, stanno acquisendo maggiore rilevanza nel campo medicinale.

Attualmente, in Italia è ammesso l’uso terapeutico di sostanze stupefacenti, a condizione che vengano prescritte da medici con ricetta non ripetibile.
Fondamentale e centrale nel processo rimane il ruolo del professionista medico, il quale può prescrivere la cannabis solo dopo accurata visita e colloquio con il paziente fornendo tutte le informazioni necessarie, formulando un piano terapeutico personalizzato e adattato alla specifica patologia e condizione clinica del paziente, dosando la posologia e prevenendo quanto più possibile gli eventuali effetti collaterali e avversi che potrebbero insorgere”.

Dott. Lorenzo Calvi

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Autore
Viola Brugnatelli
Direttrice scientifica di Cannabiscienza e ricercatrice in neuroscienze presso l’Università degli Studi di Padova

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