olio di cannabis

Che cos’è l’olio di cannabis: approfondimenti scientifici

L’olio di cannabis è diventato una delle opzioni preferite nel campo medico per sfruttare i benefici terapeutici della pianta di cannabis. In questo articolo, esploreremo i molteplici utilizzi dell’olio di cannabis e metteremo in evidenza le ragioni per cui può essere preferibile ad altre formulazioni come la vaporizzazione, le capsule o altre forme di somministrazione orale. Esamineremo anche la compliance dei pazienti rispetto ad altre formulazioni a base di cannabinoidi e discuteremo le differenze tra oli a base di THC, CBD, o entrambi e le varie combinazioni disponibili.

INDICE

1. Come si produce l’olio di cannabis?

L’olio di cannabis viene prodotto attraverso l’estrazione dei cannabinoidi dalle infiorescenze femminili secche della pianta di cannabis. Dopo un processo di macerazione, l’olio di cannabis viene estratto mediante diverse metodiche, tra cui:

 

Questi processi mirano ad ottenere un estratto concentrato di cannabinoidi, principalmente tetraidrocannabinolo (THC) e cannabidiolo (CBD), che sono i composti attivi più conosciuti nella cannabis. A seconda della formulazione desiderata, l’olio può essere:

  • ricco di THC
  • ricco di CBD;
  • contenere entrambi i cannabinoidi in proporzioni diverse. 

 

Ultimamente, sono disponibili anche oli ricchi in altri cannabinoidi, come il cannabigerolo (CBG) o i cannabinoidi acidi. 

Spesso, si utilizza l’olio di oliva F.U. (Farmacopea Ufficiale) come veicolo estrattivo, ma possono essere impiegati anche altri oli come:

  • l’olio di arachide;
  • l’olio di canapa;
  • l’olio MCT (trigliceridi a corta e media catena) derivato dall’olio di cocco. 

 

La scelta dell’olio MCT può essere preferibile in caso di problemi al fegato, poiché viene metabolizzato in modo diverso rispetto all’olio d’oliva, risultando più digeribile.

 

2. Differenze tra olio di canapa e olio da infiorescenze di cannabis

È importante distinguere tra olio di semi di cannabis e olio da infiorescenze di cannabis

L’olio di semi di cannabis (spesso denominato olio di canapa) viene estratto dai semi della pianta e non contiene cannabinoidi, ma livelli elevati di acidi grassi omega-3 e omega-6, amminoacidi essenziali e altri componenti. È principalmente utilizzato come olio alimentare e non possiede gli stessi effetti terapeutici dell’olio estratto dalle infiorescenze.  Al contrario, l’olio di cannabis ottenuto dalle infiorescenze femminili contiene una concentrazione significativa di cannabinoidi e viene utilizzato, in ambito medico, a fini terapeutici.

 

3. Differenze tra olio full spectrum e broad spectrum

Nell’ambito dell’olio di cannabis, è importante comprendere le differenze tra olio full spectrum e broad spectrum

L’olio di cannabis full spectrum si riferisce a un estratto che contiene tutti i cannabinoidi presenti nella pianta di cannabis, compresi THC, CBD, CBG e altri, insieme ai terpeni e ad altri componenti (di solito poco volatili), mantenendo così l’interazione sinergica tra di loro che si realizza attraverso il fitocomplesso. Il broad spectrum è simile al full spectrum, ma non contiene THC (o ne contiene bassissime quantità). Quindi, si parla di broad spectrum principalmente per l’olio al CBD. Queste diverse formulazioni offrono opzioni personalizzate per i pazienti in base alle loro esigenze terapeutiche.

 

4. Come si usa l’olio di cannabis?

La somministrazione dell’olio di cannabis avviene mediante gocce, con la dose unitaria stabilita in base alla prescrizione medica (in gocce o millilitri). La via preferita di assunzione è quella sublinguale, in modo che i cannabinoidi possano raggiungere direttamente il circolo sanguigno, evitando il metabolismo epatico di primo passaggio.

I dosaggi, come sempre quando si parla di Cannabis Medica, sono altamente individuali e soggettivi. È importante seguire un processo di “titolazione personalizzata” in base alle esigenze del singolo paziente. Il principio da osservare sempre è start low, go slow. Per una gestione terapeutica adeguata, è consigliabile iniziare con dosaggi bassi di cannabinoidi, preferibilmente durante le ore serali e aumentare gradualmente di un numero equivalente di gocce ogni 4-5 giorni. È particolarmente importante prestare attenzione agli estratti contenenti solo THC a causa dei loro effetti psicotropi e seguire sempre le indicazioni fornite dal proprio medico.

 

5. Quali sono i benefici dell’olio di cannabis rispetto ad altre formulazioni?

L’olio di cannabis offre una maggiore versatilità di utilizzo rispetto ad altre formulazioni come la vaporizzazione o le capsule. Può essere assunto direttamente per via orale, aggiunto a cibi o bevande, o, in alcuni casi, applicato topicamente sulla pelle. Questa flessibilità consente ai pazienti di scegliere la modalità di somministrazione più adatta alle loro esigenze e preferenze.

L’olio di cannabis consente un controllo preciso del dosaggio, maggiore rispetto alle capsule. I pazienti possono regolare la quantità di olio assunto per ottenere gli effetti desiderati in base alla loro risposta individuale. Questo permette di personalizzare il trattamento in base alle necessità specifiche del paziente, migliorando l’efficacia e riducendo il rischio di effetti indesiderati.

Rispetto alla vaporizzazione, che richiede l’inalazione dei vapori per l’assorbimento, l’olio di cannabis assunto per via orale ha un inizio d’azione più lento ma una durata maggiore. Dopo l’assunzione orale, gli effetti possono manifestarsi entro 30-60 minuti, rendendo l’olio di cannabis una scelta ideale per coloro che cercano più che un sollievo rapido dai sintomi, un’azione prolungata nel tempo.

La compliance dei pazienti con l’olio di cannabis rispetto ad altre formulazioni a base di cannabinoidi può variare. Anche se per alcuni il sapore dell’olio può essere un problema, diversi studi hanno suggerito che l’olio di cannabis può favorire una maggiore aderenza al trattamento. Ciò potrebbe essere attribuito alla sua facilità d’uso, alla familiarità dei medici e dei farmacisti con il dosaggio orale (similmente alle capsule) e alla maggiore stabilità dei livelli di cannabinoidi nel corpo con l’assunzione regolare di olio.

 

6. Gli utilizzi dell’olio di cannabis terapeutico

L’olio di cannabis ad uso terapeutico è stato studiato per molti utilizzi medici potenziali, tra cui:

 

Praticamente, in tutte le patologie in cui la Cannabis Medica ha mostrato efficacia, è possibile utilizzare l’olio di cannabis come metodo di somministrazione dei cannabinoidi. 

Le formulazioni variano a seconda dei composti desiderati. Le formulazioni ricche in THC sono spesso utilizzate per scopi terapeutici specifici, come la gestione del dolore o le terapie palliative per i pazienti oncologici. Le formulazioni ricche in CBD, invece, sono utilizzate per benefici come la riduzione dell’infiammazione, l’epilessia (soprattutto quella farmaco-resistente), l’ansia e il miglioramento del sonno. 

Tra le molteplici applicazioni, le novità nella ricerca suggeriscono che l’olio di cannabis, in particolare le formulazioni ad alto contenuto di CBD, possono contribuire a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue.1 Tuttavia, la maggior parte delle ricerche sono ancora pre-cliniche e ulteriori studi sono necessari per confermare questi risultati preliminari e stabilire dosaggi e protocolli di trattamento appropriati. 

Un altro utilizzo poco conosciuto, ma che potrebbe aumentare negli ultimi anni, è nelle malattie dermatologiche, in particolare nella psoriasi.2

L’olio di cannabis, grazie alle sue proprietà anti-infiammatorie e immunomodulatrici, potrebbe essere utile nella gestione dei sintomi della psoriasi. Studi preliminari hanno dimostrato la capacità sia del THC che del CBD nell’alleviare l’infiammazione e la proliferazione delle cellule cutanee tipiche della psoriasi.

 

7. Conclusioni

L’olio di cannabis offre molteplici utilizzi nel contesto medico. Oltre che nelle applicazioni “classiche” della Cannabis Medica, l’olio di cannabis mostra risultati promettenti anche nel trattamento di condizioni quali il colesterolo alto e la psoriasi. 

La sua somministrazione orale sublinguale fornisce una modalità di assunzione pratica e facilmente dosabile, mentre la compliance dei pazienti sembra essere favorevole. Le formulazioni dell’olio, sia full spectrum che broad spectrum (non contenente THC), offrono scelte personalizzate per i pazienti in base alle loro esigenze terapeutiche. È importante che la produzione dell’olio di cannabis avvenga secondo regolamentazioni e standard di qualità per garantire la sicurezza e l’efficacia del prodotto. Inoltre, come per tutte le preparazioni a base di Cannabis Medica, anche per l’olio contenente THC è necessaria una ricetta medica. Gli olii al CBD possono invece essere acquistati senza prescrizione, anche se si consiglia sempre il parere di un medico.

Le molteplici possibilità di utilizzo dell’olio di cannabis, la praticità di somministrazione e la maggiore aderenza dei pazienti, contribuiscono a renderlo un’alternativa interessante rispetto ad altre formulazioni.

  1. Jonathan Gorelick, Tal Assa-Glazer, Gil Zandani, Anna Altberg, et al.
    THC and CBD affect metabolic syndrome parameters including microbiome in mice fed high fat-cholesterol diet.
    J Cannabis Res. 2022 May 30;4(1):27. []
  2. Ana M. Martins, Ana L. Gomes, Inês Vilas Boas, Joana Marto, and Helena M. Ribeiro.
    Cannabis-Based Products for the Treatment of Skin Inflammatory Diseases: A Timely Review.
    Pharmaceuticals (Basel). 2022 Feb; 15(2): 210. []

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Autore
Fabio Turco
Neurogastrocannabinologo - Chimico Farmaceutico

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