Gli effetti del consumo di cannabis sulla salute fisica

Negli ultimi anni, molti Paesi nel mondo stanno virando verso una maggiore libertà nell’utilizzo della cannabis. L’uso medicinale è ormai una realtà terapeutica in molte nazioni e vari governi si stanno interrogando sulla possibilità di normare e legalizzare il cosiddetto uso ricreativo. Anche in Italia il dibattito va avanti da anni, nonostante varie prese di posizione contrarie, spesso dogmatiche.

L’argomento principale usato da chi è contrario alla liberalizzazione della cannabis si basa sugli effetti negativi che questa pianta avrebbe sulla salute, soprattutto degli adolescenti.

Ma la cannabis fa davvero così male?

INDICE

1. IL CONSUMO DI CANNABIS

Fino ad una ventina di anni fa, la cannabis era illegale praticamente in ogni parte del mondo. Anche in quegli Stati dove nell’immaginario collettivo l’“erba” è sempre stata libera, come l’Olanda e la Giamaica, il consumo era tollerato ma non legalizzato.

La situazione è cambiata negli ultimi tempi, soprattutto per quanto riguarda l’uso medicinale. Attualmente, l’utilizzo di Cannabis Terapeutica è legale in:

  • Argentina,
  • Australia,
  • Barbados,
  • Brasile
  • Canada,
  • Cile,
  • Colombia,
  • Costa Rica,
  • Croazia,
  • Cipro,
  • Danimarca,
  • Ecuador,
  • Finlandia,
  • Francia,
  • Germania,
  • Grecia,
  • Irlanda,
  • Israele,
  • Italia,
  • Libano,
  • Lituania,
  • Lussemburgo,
  • Macedonia,
  • Malawi,
  • Malta,
  • Messico,
  • Nuova Zelanda,
  • Norvegia,
  • Panama,
  • Paesi Bassi,
  • Perù,
  • Polonia,
  • Portogallo,
  • Regno Unito,
  • Repubblica Ceca,
  • Ruanda,
  • St. Vincenzo & Grenada,
  • San Marino,
  • Sri Lanka,
  • Sudafrica,
  • Svizzera,
  • Tailandia,
  • Uruguay,
  • in 37 Stati degli USA,
  • Vanuatu,
  • Zambia,
  • Jamaica.

 

La situazione è diversa per quanto riguarda l’utilizzo ricreativo o ludico. Gli unici posti dove la cannabis è completamente legale sono:

  • Canada,*
  • Germania*,
  • Malta,
  • Sudafrica
  • Uruguay,*
  • in 18 Stati USA

*gli unici Stati ad oggi in cui è legalizzata anche la vendita commerciale di prodotti con finalità ricreative

Vi sono molti stati in cui la situazione è ambigua e l’uso è tollerato. Oltre la già citata Olanda, abbiamo alcuni Stati come la Spagna, il Bangladesh, il Messico, il Portogallo, la Repubblica Ceca, Lussemburgo, la Svizzera, la Georgia e la Germania, dove l’uso e in alcuni casi il possesso, sono tollerati.

In India e Giamaica l’uso è consentito solo per scopi religiosi, in Cile è vietato solo l’uso di gruppo, in Colombia e in altri Stati sudamericani è tollerato il possesso di modiche quantità.

Per quanto riguarda il numero di utilizzatori, secondo il World Drug Report del 2021, la nazione dove viene consumata dal maggior numero di persone è il Cile (utilizzata da circa 1/3 degli abitanti), seguiti da CanadaPapua Nuova Guinea ed Israele.

Il Cannabis Price Index del 2018 ha invece mostrato che la città dove si consuma più cannabis al mondo è New York (USA), con oltre 77 tonnellate l’anno (prezzo medio circa 10$ al grammo), seguita da Karachi (Pakistan) dove se ne consumano circa 42 tonnellate l’anno (prezzo medio 5,50$). A Singapore, invece, il consumo è il più basso al mondo, con circa 0,02 tonnellate l’anno, preceduta da Santo Domingo (Repubblica Dominicana) con 0,16.

In Italia si consumano più di 125 tonnellate di cannabis all’anno. La città dove se ne consuma di più è ovviamente Roma (16 tonnellate), seguita da Milano (6) e Napoli (5).

2. LA CANNABIS FA DAVVERO COSÌ MALE?

Secondo i calcoli dell’agenzia europea di marketing ABCD, che ha stilato il Cannabis Price Index del 2018, se a Roma si legalizzasse la cannabis, il comune incasserebbe oltre 21 milioni di dollari l’anno, Milano circa 11 milioni, Napoli oltre 7.

Ma allora, perché così tante difficoltà e opposizioni alla legalizzazione?

Uno dei motivi principali è che la cannabis danneggerebbe la salute. Soprattutto degli adolescenti.

Questa convinzione è radicata in molti oppositori alla legalizzazione ed è scaturita, probabilmente, da anni di campagne denigratorie senza nessuna base scientifica nei confronti della cannabis, portate avanti dal dopoguerra fino a qualche tempo fa.

La ricerca scientifica, dal canto suo, se per molti anni ha semplicemente ignorato la questione cannabis, ultimamente ha cercato di indagare gli effetti della cannabis sulla salute. Se, nonostante ormai almeno due decenni di studi, alcuni dubbi persistono, è perché i risultati delle varie ricerche sono spesso contraddittori e non definitivi.

3. GLI STUDI SUGLI EFFETTI DELLA CANNABIS

Le conseguenze dell’uso di cannabis sulla salute fisica non sono ancora ben comprese. Non è chiaro se e come l’uso di cannabis influenzi alcuni indicatori del benessere fisico, come l’indice di massa corporea (BMI), la funzione cardiovascolare e la funzione polmonare/respiratoria.

Riguardo il BMI, alcuni studi non mostrano un’associazione tra l’uso di cannabis e il BMI, altri mostrano che la cannabis aumenterebbe il BMI, il grasso addominale e le sindromi cardio-metaboliche. Questi studi sono in contraddizione con alcuni report che mostrano che la cannabis è associata ad alcuni fattori correlati con un basso BMI, come basso rischio di diabete e di sviluppare malattie metaboliche.

Vi sono poi alcuni studi che mostrano che la cannabis correla con un aumento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna, altri che non mostrano questi effetti cardiovascolari o che hanno risultati completamente opposti.

Stesso discorso sulla funzione respiratoria. Anche se gli studi concordano sull’aumento di tosse, catarro e affanno negli utilizzatori di cannabis, i dati sulla funzione polmonare sono inconcludenti.

 

4. LO STUDIO SULLE COPPIE DI GEMELLI

Di recente, un team di ricercatori del Colorado ha cercato di approfondire le possibili conseguenze del consumo di cannabis sulla salute fisica. Per farlo, ha analizzato coppie di gemelli che utilizzavano o meno la cannabis. I risultati della ricerca dal titolo The effects of cannabis use on physical health: A co-twin control study sono stati pubblicati su Drug and Alcohol Dependence. 1

La scelta di includere coppie di gemelli nello studio nasce proprio dall’idea di diminuire i fattori confondenti dei vari studi precedenti. Il problema di questi studi è che non si riusciva a capire se l’effetto osservato (o non osservato) era dovuto solo all’utilizzo di cannabis o anche a fattori confondenti, come i fattori genetici o quelli ambientali.

I gemelli monozigoti condividono il 100% del patrimonio genetico e gli stessi fattori ambientali (crescono nella stessa famiglia). I gemelli eterozigoti condividono il 50% del patrimonio genetico e gli stessi fattori ambientali.

Confrontando coppie di gemelli che hanno comportamenti diversi verso la cannabis, è possibile fare inferenze più significative sugli effetti dell’uso di cannabis sulla salute fisica.

5. I RISULTATI DELLO STUDIO

La ricerca si è focalizzata sull’analisi di parametri antropometrici (peso, altezza, BMI, ecc…), sulla funzione cardiovascolare e polmonare e su altri indicatori di salute fisica. Sono stati presi in considerazione i dati provenienti da 677 coppie di gemelli.

Dalla ricerca è emerso che l’uso di cannabis negli adolescenti, nei giovani adulti e negli adulti non è associato con problemi cardiovascolari, polmonari, antropometrici, di nutrizione, di consumo di cibi non salutari rispetto ad altri o di dolore cronico.

L’uso negli adolescenti, ma non nei giovani adulti, è associato solo ad un minore impegno nell’esercizio fisico nell’età adulta.

L’uso negli adulti è associato a una frequenza cardiaca a riposo più bassa e a una perdita di appetito più frequente.

Nella ricerca è stata analizzata anche l’associazione tra l’uso di tabacco e i fattori appena descritti. L’uso frequente di tabacco negli adolescenti è associato con problemi di peso più frequenti e una frequenza cardiaca più elevata. Nei giovani adulti, l’uso di tabacco è associato ad un BMI più alto, ad una maggiore circonferenza della vita e una maggiore frequenza cardiaca a riposo. Inoltre, nei giovani adulti il tabacco è anche associato ad un minore consumo di frutta e verdura, ad un maggiore consumo di fast food e ad una più frequente perdita di appetito. Negli adulti, il tabacco è stato associato ad una più alta frequenza cardiaca a riposo, al mangiare meno frutta e verdura, ad un aumento del dolore cronico, a problemi di respirazione, e ad una frequenza cardiaca più elevata.

Infine, all’interno della stessa famiglia non vi era differenza tra i gemelli che facevano uso di cannabis e quelli che non lo facevano. Solo tra gemelli di famiglie diverse, gli adolescenti che usavano cannabis erano meno coinvolti nell’esercizio fisico da adulti e tra gli adulti che usavano cannabis vi era una correlazione con una maggiore perdita di appetito.

6. CONCLUSIONI

Questo studio ha cercato di analizzare in maniera rigorosa gli effetti dell’uso della cannabis durante l’adolescenza, la giovinezza e l’età adulta sul benessere fisico. A differenza dei precedenti studi, l’aver incluso coppie di gemelli permette di avere risultati più attendibili. In questo modo, infatti, l’influenza dei fattori genetici ed ambientali viene ridotta al minimo.

Dai risultati ottenuti, sembrerebbe che gli effetti dell’utilizzo della cannabis sulla salute siano minimi: minor tendenza all’esercizio fisico e frequenza cardiaca più bassa (a destare spesso preoccupazione è, al contrario, una frequenza alta).

C’è da dire che, come sottolineato dagli stessi ricercatori, lo studio ha alcune limitazioni. Innanzitutto la maggior parte della popolazione analizzata è di razza caucasica, la frequenza di utilizzo di cannabis dei partecipanti non è giornaliera, non è stata analizzata la potenza dei vari tipi di cannabis utilizzata.

Nonostante queste limitazioni, secondo gli autori “questi risultati non supportano un’associazione causale tra l’uso di cannabis una volta alla settimana (la frequenza media di cannabis del campione) e gli effetti negativi sulla salute fisica degli individui di età compresa tra i 25 e i 35 anni”.

Ovviamente, questo non vuol dire che la cannabis sia priva di effetti collaterali. Come con ogni altra sostanza, incluso il cibo, si possono avere effetti indesiderati, i quali sono dovuti principalmente all’abuso e alla predisposizione di alcuni individui.

Come già sottolineato da altre ricerche, l’utilizzo in individui con fragilità psichiche e con una storia familiare di problematiche psichiatriche, andrebbe evitato o attentamente valutato da un medico esperto. In più, anche se questa ricerca mostra che gli adolescenti che usano cannabis non avranno particolari problemi in età adulta per quanto riguarda i parametri antropometrici, dubbi persistono ancora sugli eventuali effetti sulla cognizione e sulla memoria. Per questo, qualsiasi eventuale provvedimento verso una maggiore apertura alla cannabis, non potrà che vietarne l’utilizzo ai minorenni.

Tornando allo studio descritto, probabilmente questa è una delle ricerche più rigorose sugli effetti della cannabis sulla salute fisica e supporta l’idea che la cannabis non è dannosa, o lo è sicuramente molto di meno del tabacco (e dell’alcol, aggiungiamo noi).

Per questo motivo, la tesi principale dei proibizionisti, i supposti danni sulla salute, soprattutto dei giovani, pare davvero non avere più nessun appiglio. Ciò considerando anche il fatto che un controllo sull’utilizzo da parte dei giovani e dei giovanissimi potrà essere fatto solo attraverso canali di distribuzione legali, non certamente affidando, come si fa ora, l’approvvigionamento della cannabis ad uso ricreativo esclusivamente alla criminalità organizzata.

Questi risultati, però, sembrano non essere arrivati agli occhi e alle orecchie dei legislatori italiani e le recenti prese di posizione sulla cannabis e sul cannabidiolo (CBD) ne sono un chiaro esempio.

Referenze

  1. J. Megan Ross, et al.
    The effects of cannabis use on physical health: A co-twin control study.
    Drug and Alcohol Dependence, Volume 230, 1 January 2022, 109200[]
Autore
Fabio Turco
Neurogastrocannabinologo - Chimico Farmaceutico

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