Corsi ECM per Medici sulla Cannabis Medicinale

Con il Decreto Ministeriale del 23 gennaio 2013, la Cannabis Medicinale in Italia è considerata un farmaco a tutti gli effetti. La cannabis è infatti prescrivibile dai medici italiani e i pazienti possono acquistarla nelle apposite farmacie. Nonostante i progressi fatti dal 2013, per molti medici ed operatori sanitari la cannabis è ancora poco conosciuta.

La farmacocinetica e la farmacodinamica della cannabis sono concetti essenziali che un operatore sanitario interessato a questa pianta dovrebbe conoscere, insieme alle modalità di prescrizione in Italia e alle patologie per le quali è efficace.

I professionisti della salute italiana hanno la possibilità -e il dovere- di ampliare le proprie conoscenze sui nuovi sviluppi della medicina, attraverso corsi ECM per medici, ma anche per farmacisti e biologiCannabiscienza offre dei corsi ECM accreditati, in grado di rispondere alle principali domande su un corretto utilizzo della Cannabis Medica.

INDICE

1. L’EVOLUZIONE DELLA CANNABIS TERAPEUTICA

L’utilizzo terapeutico della cannabis ha origini antichissime. Le testimonianze più datate sul suo uso medicinale risalgono alla Cina di più di quattromila anni fa. Sempre da quelle parti, sull’isola di Taiwan, è stato recentemente scoperto un antico villaggio in cui sono stati ritrovati semi di cannabis risalenti a circa diecimila anni fa.

Andando avanti con il tempo, i primi utilizzi medicinali d’epoca moderna risalgono agli inizi dell’800. All’epoca, alcuni medici di ritorno dall’Oriente – dall’India in particolare- hanno portato con sé la cannabis e le notizie sulle proprietà terapeutiche della pianta, acquisite nel corso dei loro viaggi.

A quel tempo, la cannabis era utilizzata principalmente come:

  • anticonvulsivante per adulti e bambini;
  • antidolorifico per dolore cronico;
  • antireumatico;
  • antispasmodico.

Da allora, la cannabis ha ricevuto sempre più attenzione da parte della comunità scientifica occidentale. Migliaia di ricerche sono state pubblicate e una grandissima moltitudine di pazienti sono stati trattati e curati con la Cannabis Medica. Ciò nonostante i decenni di oscurantismo proibizionista che ne hanno limitato le ricerche e l’utilizzo.

2. LA STORIA DELLA CANNABIS IN ITALIA

Anche in Italia la storia della cannabis risale agli albori della nostra civiltà. Per citare solo i casi più importanti, basti pensare che Galeno, famoso medico romano le cui idee hanno segnato la medicina per secoli, indicava la cannabis come rimedio principalmente antidolorifico.

Nel 1200, Papa Giovanni XXI, che si dilettava in medicina, in un suo trattato inserì la cannabis come rimedio per l’otite.

Arrivando a tempi più recenti, le prime notizie sull’utilizzo della cannabis nella medicina moderna si devono al medico napoletano Raffaele Valieri. Costui, oltre ad averla utilizzata in diverse malattie, svolse anche delle ricerche scientifiche sulla sua efficacia, riassunte nel trattato “Sulla canapa nostrana e suoi preparati in sostituzione della Cannabis indica”.

Il medico così scriveva nel 1887:

“Da molti anni ho rivolto la mia attenzione sui valore positivo fisio-terapico della Cannabis Indica e de’ suoi preparati nella cura di alcune malattie nervose ed in altri miei scritti ho segnato l’azione benefica della sua resina detta altrimenti cannabina, solfato di cannabina ec…”.

Ecco le condizioni patologiche per cui il dottor Viviani consigliava la cannabis:

  • isterismo,
  • nevrosi di origine centrale e periferica,
  • nevralgie dei nervi periferici, del trigemino, del plesso cervicale occipitale e brachiale, del plesso lombare e sacrale,
  • ipercinesia facciale,
  • asma,
  • enfisema polmonare,
  • emicrania,
  • gozzo esoftalmico (o tiroideo).

Anche in Italia, come nel resto del mondo, a partire più o meno dall’epoca fascista, la cannabis è stata bandita e il suo utilizzo medicinale proibito, almeno fino a qualche anno fa.

3. LA SITUAZIONE ATTUALE DELLA CANNABIS MEDICA IN ITALIA

Il 2013 è stato l’anno della svolta per la Cannabis Medica in Italia. Con il DM del 23/01/2013 e le successive norme attuative, si è dato il via libera all’utilizzo della cannabis come medicinale.

Queste norme sono state l’ovvia conclusione di decenni di ricerche e sperimentazioni cliniche che, in tutto il mondo, hanno dimostrato gli indubbi benefici terapeutici della cannabis. Benefici che, è bene ricordarlo, vanno di pari passo con un profilo farmacologico e tossicologico tra i più sicuri rispetto alla maggior parte dei farmaci disponibili sul mercato.

Attualmente, ai medici, specialisti e non, è data la possibilità di prescrivere cannabis e derivati. I pazienti così possono recarsi nelle farmacie dove potranno farsi allestire la preparazione prescritta.

Secondo le attuali normative, la cannabis può essere prescritta per qualsiasi indicazione esista della letteratura scientifica accreditata che ne dimostri l’utilità.

Per alcune patologie, inoltre, i vari servizi sanitari regionali (SSR) hanno previsto la possibilità che la cannabis possa essere mutuabile.

4. LE DIFFICOLTÀ DELLA CANNABIS MEDICA IN ITALIA

Nonostante gli indubbi progressi fatti dal 2013 ad oggi, esistono ancora delle problematiche che affliggono il mondo italiano della Cannabis Medica.

La prima difficoltà consiste nel fatto che ogni Regione italiana ha attuato delle regole peculiari riguardo le modalità di prescrizione, utilizzo, dispensazione e rimborsabilità della Cannabis Medica.

Ad oggi, ci sono ancora alcune (poche) Regioni che non hanno ancora legiferato in merito. Ciò crea disparità tra i cittadini italiani, creando di fatto cittadini di serie A (dove le norme sono all’avanguardia) e di serie B.

Queste differenze regionali fanno si che per i professionisti della salute interessati alla cannabis, non sia per niente semplice reperire norme e leggi in merito.

Inoltre, benché ci sia più di una varietà di Cannabis Medica utilizzabile in Italia, le croniche difficoltà di approvvigionamento fanno si che non siano tutte sempre disponibili.

Infine, sono pochi i corsi e i master universitari che approfondiscono il discorso sulla Cannabis Medica, per cui concetti necessari come la sua farmacocinetica e la sua farmacodinamica, non sono di dominio comune tra gli operatori sanitari. Questi concetti non sono gli unici ad essere poco presenti nei corsi di studio italiani. Quanti conoscono con precisione l’efficacia e la sicurezza della cannabis e dei suoi derivati, gli ormai famosi cannabinoidi?

4.1 I CORSI ECM PER MEDICI DI CANNABISCIENZA

L’Educazione Continua in Medicina (ECM) è un sistema che permette a medici, farmacisti, biologi e operatori sanitari di aggiornarsi sulle ultime novità in campo biomedico.

Anche la cannabis è entrata a far parte dei corsi ECM per medici e professionisti sanitari. Inoltre, la Commissione Nazionale per la Formazione Continua (CNFC) ha deliberato l’erogazione di un bonus di 0,3 crediti ECM per ogni ora di lezione all’interno di percorsi formativi sulla cannabis medica.

Cannabiscienza offre dei corsi che sono all’avanguardia nel settore. Tra questi, il corso “Principi di cannabinologia clinica” offre 40 crediti ECM.

Il corso ha l’obiettivo di fornire:

  • Il libro è sviluppato per i medici chirurghi e odontoiatri ed è accreditato per tutte le professioni sanitarie

 

Come tutti i corsi e i master di Cannabiscienza, anche questo corso ECM per medici è realizzato da scienziati esperti nel settore che da anni si occupano di divulgazione in ambito della Cannabis Medica.

Le spese dei corsi ECM sono deducibili al 100% per i liberi professionisti e rimborsabili per i dipendenti pubblici. Per le richieste di rimborso è necessario presentare domanda alla propria organizzazione sanitaria.

Per maggiori informazioni, scrivete ad info@cannabiscienza.it

Autore
Fabio Turco
Neurogastrocannabinologo - Chimico Farmaceutico

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