Cannabis e lavoro: la chimica farmaceutica Federica Pollastro

La Chimica Farmaceutica Federica Pollastro, docente della Cannabiscienza Academy e professoressa di Fitochimica presso il Dipartimento di Scienze del Farmaco della Università del Piemonte Orientale ci racconta il suo percorso nel settore della ricerca e del lavoro sulla cannabis.

INDICE

1. Il percorso formativo

“Quale è stato il tuo percorso formativo per insegnare oggi in Università la cannabis e fare ricerca scientifica su questa pianta?”

Il mio percorso formativo è iniziato nel momento in cui ho deciso di svolgere una tesi riguardante l’estrazione dei composti naturali a partire da materiale vegetale come fiori, corteccia, radici, tuberi, foglie, semi, gemme, laureandomi così in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche.

Dopo la laurea ho intrapreso un dottorato di ricerca in Scienza delle Sostanze Bioattive. Si trattava quindi di un percorso basato sulla chimica organica ma non puramente sintetica per cui ho sempre avuto come materiale su cui fare ricerca le piante.
Ho isolato i composti presenti in piante utilizzate a scopi alimentari le cui implicazioni avevano anche importanza farmacologica, ho purificato tossine presenti in alcune tra le piante più velenose della flora Europea poiché c’era necessità di capire il meccanismo d’azione del loro veleno ancora sconosciuto.

Ho studiato composti isolati da piante altamente allergeniche, ho identificato composti ancora sconosciuti in natura fino ad occuparmi addirittura di licheni e infine della Cannabis sativa.

 

Studia insieme alla prof. Federica Pollastro

Nel Master CM e Preparazioni Farmaceutiche la dott.ssa Pollastro presenta diverse lezioni, tra cui quelle sulla decarbossilazione dei cannabinoidi, sulla scelta del miglior solvente per le estrazioni farmaceutiche e le metodiche analitiche.

 

2. I mentori

“Hai avuto dei mentori o delle figure di ispirazione?”

Certamente, l’ambiente e le persone di cui ci circondiamo e che decidiamo di seguire sono importanti per la nostra formazione e per il benessere di tutti. Bisogna sempre cercare di essere positivi, di non farsi prendere da timori e di innamorarsi del proprio lavoro ogni giorno perché è anche la dimensione ed il posto in cui spendiamo buona parte del nostro tempo.

Io ho avuto come mentore il professor Giovanni Appendino e sono “cresciuta” fianco a fianco con il professor Alberto Minassi.
Fonte di ispirazione sono sempre state tutte le persone che mi hanno circondato: i colleghi ma anche l’entusiasmo dei tesisti e degli studenti.

 

3. Le soddisfazioni scientifiche

“Quale è stato ad oggi il lavoro di cui vai più orgogliosa?”

Uno in particolare lo ricordo con molta emozione: stavo lavorando su una varietà di cannabis a CBG ed ho notato una piccolissima traccia di una sostanza che apparentemente era CBG ma c’era un particolare diverso. Quell’intuizione ha permesso la scoperta di un nuovo cannabinoide: il sesqui-CBG identificando in definitiva una intera nuova classe di cannabinoidi.

Mi ricordo chiaramente l’emozione che io ed il Prof. Appendino abbiamo provato in quel momento e poi l’esclamazione: “Ed ora come lo diciamo a Mechoulam?!”

 

4. Le opportunità nel settore

“Quali sbocchi professionali nel settore cannabis pensi potrebbe avere uno studente di farmacologia o di chimica?”

Pensando propriamente alla ricerca: la caratterizzazione di nuovi chemotipi che possano magari essere utilizzati senza problemi regolatori.
Purtroppo ci sarebbero davvero moltissime applicazioni, sbocchi professionali e migliaia di prodotti da poter realizzare a livello cosmetico, alimentare, farmacologico ma tutto dipenderà dalle normative.

 

5. Le letture suggerite

“Insieme abbiamo recentemente pubblicato il manuale “Processi di purificazione, concentrazione, isolamento e analisi dei cannabinoidi“. Quali letture/libri (oltre a quello) ti senti di consigliare alle persone che si vogliono avvicinare agli aspetti botanici e chimici della pianta?”

Mi è più facile indicare quali fonti non seguire: evitate tutto ciò che non ha una solida base scientifica rigorosamente accertata, evitate i super-informati di internet, i social, i forum, il sentito dire, l’esperienza del vicino, tutti coloro che non hanno una formazione specifica a riguardo.

Se volete fare una qualunque affermazione sull’attività di un cannabinoide o in generale sulla pianta, prima dovete sapere chiaramente che cos’è un cannabinoide, che caratteristiche chimico-fisiche ha, come è prodotto e dove, la sua stabilità e mi rivolgo soprattutto a coloro che si occupano di aspetti regolatori.

 

MANUALE “PROCESSI DI PURIFICAZIONE, CONCENTRAZIONE, ISOLAMENTO E ANALISI DEI CANNABINOIDI”

Lo scopo di questo manuale è di condurre pragmaticamente il lettore all’utilizzo di diversi processi di purificazione, concentrazione, isolamento e analisi dei cannabinoidi.

 

6. Trends & Directions

“Come immagini si svilupperà nel prossimo futuro il settore chimico associato alla pianta di cannabis?”

Sicuramente sarà mirato alla selezione di chemotipi che non producano nemmeno una traccia di THCA in modo da garantire l’utilizzo della pianta senza problemi legati ad attività narcotica.

Ci tengo a precisare che, anche se non narcotici, tutti gli altri cannabinoidi presentano attività biologica e quindi effetti collaterali e possibile tossicità, aspetti su cui la ricerca deve insistere ancora molto.

Mi aspetto che si possa dare importanza a composti non-cannabinoidi della cannabis che presentano un profilo interessante.

 

7. Suggerimenti lavorativi

“Quale consiglio ti senti di dare a chi legge questa intervista e sogna di poter un giorno fare un lavoro come il tuo?”

Nessuno in particolare se non quello di non cercare di essere sempre i primi ma di fare il meglio che si possa fare con quello che si ha.

Quando si fa ricerca, non si trova sempre ciò che desideriamo trovare, ma quello che ci è permesso trovare e spesso questo va oltre ogni grande aspettativa iniziale.

Insomma, bisogna iniziare il viaggio per scoprire davvero dove ci porta.

Autore
Viola Brugnatelli
Direttrice scientifica di Cannabiscienza e ricercatrice in neuroscienze presso l’Università degli Studi di Padova

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