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Cannabis e ipertensione in pazienti anziani: uno studio clinico

L’utilizzo della Cannabis Terapeutica in pazienti con ipertensione è stato sempre oggetto di controversie, soprattutto per quanto riguarda persone in età avanzata.

Uno gruppo di ricercatori israeliani ha cercato di risolvere la questione, monitorando per 24 ore i parametri cardiovascolari di pazienti anziani affetti da ipertensione a cui era stata prescritta Cannabis Terapeutica. 

INDICE

1. CANNABIS TERAPEUTICA E ANZIANI

Con le recenti aperture legislative nei confronti della Cannabis Terapeutica avvenute in molte parti del mondo, sempre più pazienti si sono avvicinati all’utilizzo di questa pianta, le cui proprietà medicinali sono note fin dall’antichità.

Tra questi, numerosi sono gli anziani ai quali, per combattere patologie anche diverse tra loro, viene prescritta la cannabis o i suoi derivati.

In effetti, gli anziani sono diventati il ​​gruppo di consumatori di Cannabis Terapeutica che cresce maggiormente di numero. In questo senso, la Cannabis Terapeutica sembra aver scardinato l’ennesimo tabù, ovvero essere accettata dalla popolazione anziana che non sempre vede di buon occhio le novità, soprattutto perché ha vissuto in un periodo in cui, riferendosi alla cannabis, si parlava solo di “droga” e non di terapia. Per fortuna i tempi cambiano.

Le indicazioni terapeutiche per cui viene prescritta la Cannabis agli anziani comprendono principalmente: 

 

Sempre più frequenti sono anche prescrizioni per disturbi del sonno e dell’umore (per un approfondimento si veda Cannabis per anziani: il protocollo clinico)

Nonostante questo incremento di prescrizioni e di pazienti, non sono molti gli studi clinici che hanno indagato gli effetti della cannabis nelle persone in età avanzata. Ci si è concentrati maggiormente sui ragazzi e sui giovani adulti, che rappresentano il target primario degli utilizzatori di cannabis, sia a scopo medico che ludico. Nondimeno, considerando anche il trend in continua crescita tra gli anziani, è necessaria maggior attenzione su questo argomento.

Mano mano che il nostro corpo invecchia, numerosi parametri fisiologici vengono modificati e cambiano le modalità con cui rispondiamo alle varie sostanze, tra cui i farmaci. In particolare, il sistema cardiovascolare inizia a funzionare con meno efficenza e, complici anche stili di vita non salutari come vita sedentaria e alimentazione scorretta, l’ipertensione -l’aumento della pressione sanguigna- diventa uno dei problemi principali a cui far fronte.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che nel mondo vi siano 1,13 miliardi di persone che soffrono di ipertensione. Di questi, ovviamente, la maggior parte sono anziani. 

Ma la cannabis abbassa la pressione?

2. COS’E’ L’IPERTENSIONE?

L’ipertensione, comunemente nota come pressione alta, è una condizione in cui la pressione del sangue nelle arterie è costantemente elevata. La pressione del sangue è misurata in millimetri di mercurio (mmHg) e viene espressa attraverso due valori:

  • la pressione sistolica (la massima pressione esercitata durante la contrazione del cuore),
  • la pressione diastolica (la pressione minima quando il cuore si rilassa tra le contrazioni).

I valori normali della pressione arteriosa sono generalmente considerati intorno a 120/80 mmHg. L’ipertensione viene diagnosticata quando la pressione arteriosa sistolica è uguale o superiore a 130 mmHg e/o la pressione arteriosa diastolica è uguale o superiore a 80 mmHg per un periodo prolungato.

Le cause dell’ipertensione possono essere suddivise in due categorie principali:

  • Ipertensione primaria (o essenziale): si sviluppa gradualmente nel tempo e non ha una causa chiara; è spesso associata a fattori genetici, stili di vita non salutari, come una dieta ricca di sodio, scarsa attività fisica, e fattori ambientali.
  • Ipertensione secondaria: causata da una condizione sottostante, come malattie renali, endocrine o vascolari.

 

L’ipertensione, se non trattata, può portare a una serie di problemi di salute, tra cui:

  • Malattie cardiache: L’aumento della pressione sanguigna può provocare danni alle arterie coronarie, aumentando il rischio di malattie cardiache come l’infarto miocardico.
  • Ictus: L’ipertensione è un importante fattore di rischio per gli ictus, poiché può danneggiare i vasi sanguigni nel cervello.
  • Insufficienza renale: La pressione arteriosa elevata può danneggiare i vasi sanguigni nei reni, portando a un’insufficienza renale cronica.
  • Problemi visivi: L’ipertensione può danneggiare i vasi sanguigni nei tuoi occhi, aumentando il rischio di perdita della vista.
  • Aneurismi: L’aumento della pressione può indebolire le pareti dei vasi sanguigni, aumentando il rischio di formazione di aneurismi.

 

Il trattamento dell’ipertensione spesso coinvolge modifiche dello stile di vita, come:

  • dieta equilibrata a basso contenuto di sodio,
  • esercizio regolare,
  • gestione dello stress,
  • riduzione del consumo di alcol e tabacco.

 

In alcuni casi, può essere necessario l’uso di trattamenti farmacologici antipertensivi. In questo contesto, molti si chiedono se anche l’utilizzo di cannabis abbassi la pressione.

3. CANNABIS E IPERTENSIONE: LO STUDIO CLINICO

Recentemente, un report dell’American Heart Association mette in guardia sull’utilizzo della cannabis nelle persone anziane, per possibili rischi cardiovascolari. Ciò soprattutto per l’azione del tetraidrocannabinolo (THC) i cui effetti sui parametri cardiovascolari non sono molto chiari.

Alcuni studi riportano infatti un aumento della pressione, altri una diminuzione e altri ancora nessun effetto. Queste discordanze derivano soprattutto da differenze tra i vari studi sul tipo di prodotto utilizzato (pianta di cannabis o THC puro), sulla durata del trattamento (acuto o cronico) e per la popolazione arruolata che, come detto, nella maggior parte dei casi non è rappresentativa dei pazienti anziani.

Per approfondire l’argomento consigliamo la lettura dell’articolo Cannabis e malattie cardiovascolari: cosa c’è da sapere.

Per cercare di chiarire la situazione, un gruppo di ricercatori israeliani ha monitorato, per 24 ore, i parametri cardiovascolari di persone anziane in terapia con cannabis.

Lo studio è stato svolto in 3 centri di ricerca israeliani, il Soroka University Medical Center di Beer Sheva, l’Assuta Ashdod Academic Medical Center di Tel-Aviv e la clinica NiaMedic Healthcare and Research Services, anch’esso con sede a Tel-Aviv.

criteri di inclusione nello studio comprendevano:

  • età superiore ai 60 anni;
  • diagnosi di ipertensione;
  • prescrizione di Cannabis da parte di un medico per le varie indicazioni approvate in Israele (i pazienti arruolati non dovevano aver utilizzato Cannabis per un anno prima dell’inizio dello studio).

Nel momento dell’arruolamento, ai pazienti è stata monitorata la pressione per 24 ore, è stato effettuato l’elettrocardiogramma, le analisi del sangue ed è stata raccolta la loro storia clinica.

Dopo 3 mesi di trattamento con Cannabis Medica (a tutti è stato determinato con precisione il dosaggio), ai pazienti è stato ripetuto lo stesso trattamento.

4. LA CANNABIS DIMINUISCE LA PRESSIONE: COSA DICONO LE RICERCHE

I risultati dello studio dal titolo “Cannabis is associated with blood pressure reduction in older adults – A 24-hours ambulatory blood pressure monitoring study” sono stati pubblicati sull’European Journal of Internal Medicine.

In totale sono stati arruolati 38 pazienti. Di questi, 4 utilizzavano cannabis per via inalatoria mentre tutti gli altri sotto forma di estratto oleoso.

Il dosaggio medio di THC era di 21,1 mg e quello di cannabidiolo (CBD) di 21,3 mg.

Le indicazioni principali per cui era stata prescritta cannabis erano vari tipi di dolore cronico, soprattutto neuropatico (34,6% del totale).

I risultati ottenuti hanno dimostrato che l’utilizzo cronico di Cannabis Terapeutica per 3 mesi era associato ad una riduzione della pressione sanguigna, sia diastolica che sistolica e ad una riduzione della frequenza cardiaca. Il nadir di pressione (il valore più basso) veniva raggiunto dopo 3 ore dal trattamento con cannabis.

I risultati dell’elettrocardiogramma non hanno mostrato differenze significative tra inizio e fine trattamento, così come l’analisi dei parametri sanguigni e metabolici. 

5. QUALI SONO I BENEFICI DELLA CANNABIS SULL’IPERTENSIONE?

I risultati di questo studio indicano che la cannabis è efficace nell’abbassare la pressione e che anche il CBD potrebbe essere utile in caso di ipertensione. Ciò non sorprende, considerando il ruolo del Sistema Endocannabinoide nel controllo dei parametri cardiovascolari.

Il Sistema Endocannabinoide, presente in tutto il corpo umano, regola infatti diverse funzioni organiche, compreso il sistema cardiovascolare. Esso influenza parametri cruciali come:

  • la pressione sanguigna,
  • il controllo vasomotorio,
  • la contrattilità cardiaca,
  • l’infiammazione vascolare,
  • l’angiogenesi.

 

Studi hanno evidenziato variazioni nei livelli degli endocannabinoidi e dei recettori cannabinoidi in condizioni patologiche, tra cui l’ipertensione:

  • I recettori CB1, presenti nelle cellule endoteliali e muscolari vascolari, possono indurre vasodilatazione e ridurre la pressione sanguigna.
  • Anche i recettori CB2, presenti nel miocardio e nelle cellule immunitarie, influenzano la risposta infiammatoria endoteliale.

 

Inoltre, è stata ipotizzata l’esistenza di un possibile terzo recettore cannabinoide nel sistema cardiovascolare .

Gli endocannabinoidi, come l’anandamide e il 2-arachidonoilglicerolo, presenti nel sistema cardiovascolare, svolgono diverse funzioni, tra cui la vasodilatazione.

Sebbene il Sistema Endocannabinoide abbia un ruolo limitato nelle normali condizioni fisiologiche, può essere iper-attivato in condizioni patologiche, con effetti sia protettivi che dannosi. Inoltre, l’attivazione selettiva dei recettori CB1 o CB2 potrebbe avere potenziali benefici terapeutici nelle malattie cardiovascolari.

Per approfondire ulteriormente l’argomento e scoprire i possibili utilizzi della Cannabis Terapeutica e dei cannabinoidi in altre condizioni patologiche, Cannabiscienza ha sviluppato il master on line  Cannabis Medica e Applicazioni Cliniche.

Il Master si propone di raggiungere diversi obiettivi legati alla prescrizione di terapie a base di cannabinoidi in conformità con le normative vigenti:

  • l’apprendimento della fisiologia del Sistema Endocannabinoide,
  • la conoscenza delle patologie ad esso correlate,
  • la capacità di differenziare i vari prodotti cannabinoidi disponibili,
  • la competenza nel discernere pazienti a rischio e operare in sicurezza.

 

Il corso mira anche a fornire le competenze necessarie per modulare la terapia considerando le interazioni farmacologiche, individuare la varietà di cannabinoidi e la forma di somministrazione più efficace, e infine ottimizzare i dosaggi al fine di prevenire eventuali effetti indesiderati.

6. CONCLUSIONI SU CANNABIS E IPERTENSIONE

Il Sistema Endocannabinoide è largamente espresso in tutto il nostro organismo e influenza diverse funzioni, come quelle cardiovascolari. Non stupisce quindi che l’utilizzo di Cannabis Terapeutica o dei suoi derivati abbia effetto su alcuni di questi parametri, come la pressione o la frequenza cardiaca. Tuttavia, gli effetti della cannabis non sono univoci e dipendono molto dalla dose utilizzate dal tipo di prodotto scelto.

Secondo i risultati di questo studio che ha coinvolto vari centri di ricerca israeliani, i pazienti anziani affetti da ipertensione possono beneficiare di una riduzione della pressione sanguigna, quando utilizzano cannabis per altre indicazioni terapeutiche, come ad esempio per il dolore cronico.

La forza di questo studio è il focus sugli anziani che, come detto, rappresentano una parte della popolazione che si avvicina sempre di più alla cannabis.

Ciò dimostra che le ormai note proprietà terapeutiche di questa pianta non sono più ad appannaggio esclusivo degli addetti ai lavori, ma vengono riconosciute anche da una parte della popolazione, come quella anziana, tendenzialmente restia ai cambiamenti e alle novità. Chi si occupa di politiche sociali e sanitarie, anche e soprattutto a livello istituzionale, dovrebbe probabilmente riflettere su questo dato con maggior attenzione.

Lo studio tuttavia presenta anche delle limitazioni: non vi è un gruppo controllo, non è stata misurata la concentrazione ematica dei fitocannabinoidi (THC e CBD), non tutti i partecipanti hanno utilizzato la stessa dose e lo stesso metodo di somministrazione e, infine, il numero di partecipanti non è molto elevato.

I risultati dello studio sono comunque molto promettenti, soprattutto in prospettiva. Tuttavia, nell’attesa di uno studio clinico più ampio e con minori limitazioni, per capire chiaramente se la cannabis abbassa la pressione o se è possibile usare il CBd per l’ipertensione, l’utilizzo di Cannabis Terapeutica in pazienti anziani ipertesi deve sempre essere effettuato tenendo conto del rapporto rischio/beneficio e, soprattutto, tenendo costantemente informato il proprio medico di fiducia. 

5. REFERENZE

Autore
Fabio Turco
Neurogastrocannabinologo - Chimico Farmaceutico

ti consigliamo di studiare questi corsi:

Master Cannabis Medica e Applicazioni Cliniche

Sistema Endocannabinoide

2 risposte

  1. Ho un problema col mio medico curante che non vuole prescrivermi la cannabis terapeutica nemmeno su carta bianca, almeno che uno specialista qualsiasi non me la prescriva, e grazie al cavolo! Sono della provincia di Lecce e sulla carta è una delle regioni/provincia tra le più aperte in Italia sotto quell’ aspetto, ma vi assicuro che nella realtà mi sa’ che, se non ti vedono su un sedia a rotelle o moribondo non te la prescrivono.
    E pure di sintamologie curabili con la cannabis ne ho parecchie!
    A partire dall’ ipertensione cronica se non faccio uso di cannabis e per finire al mal di schiena dovuto da più fattori che nelle fasi acute mi procura una semi paralisi da infiammazione di tutto il lato sinistro a partire da metà schiena fino alla caviglia sinistra; tralasciando almeno un altra decina di patologie croniche e non, che non vi cito.
    Mi chiedo? Non è un atteggiamento criminale negare ad un 41 messo in queste condizioni la prescrizione anche solo su ricetta bianca a spese mie?
    Mi chiedo se possa denunciare il mio medico curante, lui ha il diritto di scelta di prescrizione della cannabis, io ho il diritto di chiederla su carta bianca senza particolare sbattimenti visto che me la devo pagare da solo, ed invece no! Non me la prescrive,
    Che devo fare??? Help!!!

    1. Gentile Paolo, capisco le situazione e le confermo che le terapie con cannabinoidi potrebbero essere d’aiuto. Nessun medico può essere costretto e prescrivere la terapia. Cannabiscienza non effettua visite mediche per pazienti. Per trovare un medico con esperienza in materia, visiti la seguente pagina: https://cannabiscienza.it/medici/

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