1. L’OSTEOARTROSI NEI CANI
L’osteoartrosi canina è una delle patologie più comuni e debilitanti che affligge i cani, specialmente nella loro fase anziana. Questa malattia degenerativa delle articolazioni si manifesta attraverso la deteriorazione della cartilagine articolare, il che porta a dolore, infiammazione e ridotta mobilità. La gestione dell’osteoartrosi nei cani è complessa e mira principalmente a ridurre il dolore e migliorare la qualità della vita degli animali affetti.
1.1. Terapie Disponibili
Le opzioni terapeutiche per l’osteoartrosi canina sono varie e spesso vengono impiegate in combinazione per ottenere il miglior risultato possibile. Tra queste troviamo:
- Terapie farmacologiche: L’uso di anti-infiammatori non steroidei (FANS) è la prassi comune per ridurre dolore e infiammazione. Altre opzioni includono analgesici come il tramadolo e supplementi come glucosamina e condroitina, che possono aiutare a mantenere la salute della cartilagine.
- Fisioterapia: Esercizi specifici, massaggi e idroterapia possono migliorare la forza e la flessibilità delle articolazioni.
- Interventi chirurgici: In casi selezionati, interventi come la osteotomia o la sostituzione totale dell’anca possono essere considerati per alleviare il dolore e ripristinare la mobilità.
1.2 Uso della Cannabis nella Gestione dell’Osteoartrosi Canina
Recentemente, l’impiego di cannabis come trattamento alternativo o complementare per l’osteoartrosi canina ha guadagnato interesse. Il razionale dietro l’uso della cannabis si basa sulle sue proprietà analgesiche e anti-infiammatorie. I principi attivi della cannabis, principalmente il cannabidiolo (CBD), ma anche il tetraidroccanabinolo (THC), interagiscono con il Sistema Endocannabinoide presente negli animali, il quale gioca un ruolo chiave nella regolazione del dolore e dell’infiammazione. Studi preliminari suggeriscono che il CBD possa ridurre il dolore e migliorare la mobilità senza gli effetti collaterali spesso associati ai FANS.
L’adozione di terapie basate sulla cannabis per l’osteoartrosi canina dovrebbe comunque avvenire sotto stretta supervisione veterinaria, considerando le leggi vigenti e la variabilità delle risposte individuali al trattamento.
2. CANNABIS E CANI: UN CASE STUDY
Presentiamo qui un interessante caso clinico che ci mostra il potenziale della cannabis nei cani. Il paziente è un cane “meticcio” femmina di taglia grande, oltre ad avere già un’età avanzata (14 anni) soffre di una grave osteoartrosi alla colonna. In seguito ad una lastra di controllo per l’artrosi è emerso un tumore polmonare. È dunque un caso complesso, poiché oltre all’età avanzata si aggiunge una patologia invalidante osteoarticolare e il quadro clinico viene peggiorato dal tumore: la Cannabis Medica è il trattamento ideale per restituire una buona qualità di vita al cane.
2.1 CANNABIS MEDICA E CBD: FORMULAZIONE GALENICA
Il medico veterinario, dopo aver valutato la patologia e le condizioni del paziente, sceglie la varietà di cannabis da somministrare in base alle caratteristiche del fitocomplesso e al contenuto di cannabinoidi. In questo caso clinico è stata scelta la varietà Bedica (14% di THC e meno dell’1% di CBD), estratta in olio a cui sono stati aggiunti 600 mg di CBD puro e di grado farmaceutico. Arricchire un estratto galenico di infiorescenza di cannabis con CBD puro serve a bilanciare il rapporto dei principali cannabinoidi THC e CBD.
Il secondo step da considerare è il dosaggio: è essenziale raggiungere il dosaggio ideale per massimizzare gli effetti terapeutici ed evitare effetti collaterali, dovuti soprattutto al THC.
Si procede con una dose iniziale consigliata di 0,05 mg/Kg/die di THC da dividere in due somministrazioni e si aumenta gradualmente nei successivi 15 giorni, fino al raggiungimento di 0,1 mg/Kg/die in due somministrazioni.
Le prime due settimane sono essenziali affinché il cane si abitui al THC. Si procede con un aumento graduale fino al raggiungimento della dose ideale, che per il nostro meticcio è stato di 0,26 mg/kg/die in 2 somministrazioni.
La forma farmaceutica in olio MCT, o altri tipi di olio, è di facile somministrazione: può essere ben dosata e aggiunta al cibo, viene apprezzata dal cane e risulta efficace.
2.2 CANNABIS E CANI: I RISULTATI DEL CASE STUDY
La Cannabis Medica ha migliorato i sintomi dell’osteoartrosi dopo circa 25 giorni, dato confermato dall’andatura più fluida del cane.
Dopo 4 mesi, è stata effettuata una lastra di controllo e sono emerse, oltre alla lesione principale, numerose metastasi a livello polmonare.
Ciononostante, dopo ulteriori 4 mesi di trattamento il cane risulta stabile, la terapia lo aiuta a mangiare e stare in forma, cammina relativamente bene e conduce una vita normale.
3. CANNABIS MEDICA E STUDI DI EFFICACIA NELL’OSTEOARTROSI
Attualmente, sono ancora pochi i lavori pubblicati che hanno valutato l’efficacia della cannabis per il trattamento dell’osteoartrosi.
Esiste però uno studio randomizzato, in doppio cieco, crossover, controllato con placebo che ha coinvolto 16 cani con evidenza radiografica di osteoartrosi, associati a zoppia e dolore alla palpazione articolare.
La forma farmaceutica utilizzata nello studio è un estratto di canapa industriale ricostituito in olio d’oliva, contenente principalmente CBD insieme a basse concentrazioni di altri fitocannabinoidi. I cani hanno ricevuto 2 mg / kg di CBD o placebo per via orale ogni 12 ore per 4 settimane.
Il grado di dolore, il livello di attività, il grado di zoppia e il portamento degli arti sono stati valutati prima dell’inizio del trattamento (basale) e dopo 2 e 4 settimane di terapia.
I cani trattati con CBD hanno mostrato una significativa riduzione del dolore e un aumento dell’attività rispetto sia al basale che al placebo. Mentre per quanto riguarda il grado di zoppia e il portamento degli arti non vi sono state differenze significative. 1
4. CONCLUSIONI SULLA CANNABIS E CANI
Il case study della dottoressa Battaglia e lo studio clinico riportato mettono in luce il potenziale terapeutico della cannabis in veterinaria ed in particolare nei cani.
Sebbene siamo ancora agli albori, i dati sono promettenti ed invitano ad ulteriori approfondimenti e studi clinici per valutarne efficacia e sicurezza.
Risulta evidente che per numerose patologie, soprattutto nei pazienti anziani, per cui non si ha successo con le terapie convenzionali è necessario sperimentare i cannabinoidi, per migliorare la qualità della vita dei nostri amici a quattro zampe.
Il profilo di sicurezza del CBD è ampio e privo di effetti collaterali; nelle terapie con CM in cui è necessario il THC, come per il trattamento del dolore neurogenico e tumori, è fondamentale ottimizzare il dosaggio per ridurre al minimo gli effetti collaterali.
Quest’ultimi sono brevi e passeggeri, e spesso consistono in una diminuzione dell’attività del cane e aumento della sonnolenza.
Referenze
- Gamble et al. (2018)
Pharmacokinetics, safety, and clinical efficacy of cannabidiol treatment in osteoarthritic dogs.
Front Vet Science[↩]