Cannabis e cani: osteoartrosi un case study

In questo articolo sulla cannabis e cani presentiamo l’uso della terapie in ambito veterinario, riportando un case study di un cane in cura dal medico veterinario e docente di Cannabiscienza, Dott.ssa Elena Battaglia.

INDICE

1. CANNABIS E CANI: UN’INTRODUZIONE ALLE TERAPIE

Il paziente è un cane “meticcio” femmina di taglia grande, oltre ad avere già un’età avanzata (14 anni) soffre di una grave osteoartrosi alla colonna. In seguito ad una lastra di controllo per l’artrosi è emerso un tumore polmonare. È dunque un caso complesso, poiché oltre all’età avanzata si aggiunge una patologia invalidante osteoarticolare e il quadro clinico viene peggiorato dal tumore: la Cannabis Medica è il trattamento ideale per restituire una buona qualità di vita al cane.

2. CANNABIS MEDICA E CBD: FORMULAZIONE GALENICA

Il medico veterinario, dopo aver valutato la patologia e le condizioni del paziente, sceglie la varietà di cannabis da somministrare in base alle caratteristiche del fitocomplesso e al contenuto di cannabinoidi. In questo caso clinico è stata scelta la varietà Bedica (14% di THC e meno dell’1% di CBD), estratta in olio a cui sono stati aggiunti 600 mg di CBD puro e di grado farmaceutico.Arricchire un estratto galenico di infiorescenza di cannabis con CBD puro serve a bilanciare il rapporto dei principali cannabinoidi THC e CBD.

Il secondo step da considerare è il dosaggio: è essenziale raggiungere il dosaggio ideale per massimizzare gli effetti terapeutici ed evitare effetti collaterali, dovuti soprattutto al THC.
Si procede con una dose iniziale consigliata di 0,05 mg/Kg/die di THC da dividere in due somministrazioni e si aumenta gradualmente nei successivi 15 giorni, fino al raggiungimento di 0,1 mg/Kg/die in due somministrazioni.

Le prime due settimane sono essenziali affinché il cane si abitui al THC. Si procede con un aumento graduale fino al raggiungimento della dose ideale, che per il nostro meticcio è stato di 0,26 mg/kg/die in 2 somministrazioni.

La forma farmaceutica in olio MCT, o altri tipi di olio, è di facile somministrazione: può essere ben dosata e aggiunta al cibo, viene apprezzata dal cane e risulta efficace.

3. CANNABIS E CANI: CASE STUDY SULLA CM NELL’OSTEOARTROSI

La CM ha migliorato i sintomi dell’osteoartrosi dopo circa 25 giorni, visibile nell’andatura più fluida del cane.
Dopo 4 mesi, è stata effettuata una lastra di controllo e sono emerse, oltre alla lesione principale, numerose metastasi a livello polmonare.

Ciononostante, dopo ulteriori 4 mesi di trattamento, ad oggi, il cane risulta stabile, la terapia lo aiuta a mangiare e stare in forma, cammina relativamente bene e conduce una vita normale.

4. CANNABIS MEDICA E STUDI DI EFFICACIA NELL’OSTEOARTROSI

Attualmente sono ancora pochi i lavori pubblicati che hanno valutato l’efficacia della cannabis per il trattamento dell’osteoartrosi.

Esiste però uno studio randomizzato, in doppio cieco, crossover, controllato con placebo che ha coinvolto 16 cani con evidenza radiografica di osteoartrosi, associati a zoppia e dolore alla palpazione articolare.
La forma farmaceutica utilizzata è un estratto di canapa industriale ricostituito in olio d’oliva, contenente principalmente CBD insieme a basse concentrazioni di altri fitocannabinoidi. I cani hanno ricevuto 2 mg / kg di CBD o placebo per via orale ogni 12 ore per 4 settimane.
Il grado di dolore, il livello di attività, il grado di zoppia e il portamento degli arti sono stati valutati prima dell’inizio del trattamento (basale) e dopo 2 e 4 settimane di terapia.
I cani trattati con CBD hanno mostrato una significativa riduzione del dolore e un aumento dell’attività rispetto sia al basale che al placebo. Mentre per quanto riguarda il grado di zoppia e il portamento degli arti non vi sono state differenze significative.1

5. CONCLUSIONI SULLA CANNABIS E CANI

Il case study della dottoressa Battaglia e lo studio clinico riportato mettono in luce il potenziale terapeutico della cannabis in veterinaria ed in particolare nei cani.

Sebbene siamo ancora agli albori, i dati sono promettenti ed invitano ad ulteriori approfondimenti e studi clinici per valutarne efficacia e sicurezza.
Risulta evidente che per numerose patologie, soprattutto nei pazienti anziani, per cui non si ha successo con le terapie convenzionali è necessario sperimentare i cannabinoidi, per migliorare la qualità della vita dei nostri amici a quattro zampe.

Il profilo di sicurezza del CBD è ampio e privo di effetti collaterali; nelle terapie con CM in cui è necessario il THC, come per il trattamento del dolore neurogenico e tumori, è fondamentale ottimizzare il dosaggio per ridurre al minimo gli effetti collaterali.
Quest’ultimi sono brevi e passeggeri, e spesso consistono in una diminuzione dell’attività del cane e aumento della sonnolenza.

  1. Gamble et al. (2018)
    Pharmacokinetics, safety, and clinical efficacy of cannabidiol treatment in osteoarthritic dogs.
    Front Vet Science []
Autore
Enrico Facco

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