Cannabidiolo per neonati: ischemia e CBD

Nell’ambito della patologia neonatale l’ictus ischemico arterioso acuto è il disturbo neurologico acquisito più frequente, che colpisce 4/1000 nati vivi.

INDICE

1. ICTUS ISCHEMICO ACUTO PERINATALE

Nell’ambito della patologia neonatale l’ictus ischemico arterioso acuto è il disturbo neurologico acquisito più frequente, che colpisce 4/1000 nati vivi.

L’incidenza è anche più alta nei neonati pretermine, colpendo circa il 60% dei bambini e portando a complicanze permanenti.

Circa un terzo dei neonati colpiti sviluppa paralisi cerebrale unilaterale (che di solito fa perdere l’uso di una mano) e sono frequenti anche deficit cognitivi e dell’apprendimento. 1 ; 2

Le conseguenze delle lesioni cerebrali dipendono dal momento di maturazione in cui si trova l’encefalo al momento dell’insulto. Nei bambini pretermine sono più frequenti le lesioni della sostanza bianca, poiché, in quanto alcune popolazioni di cellule cerebrali non sono ancora completamente sviluppate in quella sede e in quel momento, essa è più vulnerabile alla tossicità del glutammato e alla neuroinfiammazione.
Al contrario nei bambini a termine, in cui la maturazione della sostanza bianca è più avanzata, la degenerazione neuronale nella sostanza grigia è la manifestazione più comunemente osservata in seguito agli insulti di tipo ipossico-ischemico. 3

2. CANNABINOIDI IN SOCCORSO PER I NEONATI?

Fino ad ora, l’ipotermia (applicata come raffreddamento della testa o dell’intero corpo) è l’unico intervento clinico usato nei neonati con malattia ipossica-ischemica. Però, l’ipotermia non previene le lesioni in tutti i casi e il trattamento non conduce sempre al recupero funzionale completo. 4

Oggi non è disponibile nessun altro trattamento per questi pazienti. 

I Cannabinoidi influiscono su molti processi endogeni coinvolti nel recupero delle lesioni cerebrali.  I cannabinoidi sono anche conosciuti per controllare il ciclo cellulare e la proliferazione, la sopravvivenza e la differenziazione delle cellule staminali neurali (fondamentali per i nuovi nati, come abbiamo giù descritto in un precedente articolo dal titolo “Endocannabinoidi: co-creatori di vita? Il loro ruolo dal concepimento all’allattamento” ) capacità che li rende interessanti farmaci sperimentali per l’ incremento delle risposte riparative endogene agli insulti ischemici neonatali.  5 ; 6

I cannabinoidi modulano l’eccitabilità e contrastano la tossicità del glutammato, caratteristica che rende utile la CM in una serie di patologie come la SLA o SM.

Inoltre, tramite l’attivazione dei recettori CB2 sulle cellule immunitarie, i cannabinoidi possono modulare l’intensità e l’estensione delle risposte neuroinfiammatorie all’insulto patologico.

Infine è stato dimostrato che i cannabinoidi diminuiscono la reattività vascolare (ossia l’aumento del flusso sanguigno in risposta all’ischemia), complessivamente riducendo l’adesione dei leucociti circolanti e prevenendo la loro infiltrazione nell’encefalo infiammato che è la chiave per un gran numero di disordini, dall’ischemia alla Sclerosi Multipla. 7

PER TESTARE QUESTI CONCETTI

Esperimenti in-vitro sono stati condotti con un cannabinoide sintetico (WIN-55) in un modello animale di infarto acuto ipossico-ischemico.  

La pre-incubazione delle fette di encefalo con WIN (50 mM) ha prevenuto il rilascio di glutammato (tossico), l’accumulo di TNFα e l’induzione di iNOS (tutti marker di infiammazione) con conseguente riduzione della morte cellulare. 8

Ciò è stato in seguito riesaminato con studi in-vivo che amministravano WIN (1 mg/kg) immediatamente dopo l’evento ipossico-ischemico, con successiva riduzione dell’estensione della lesione nelle aree di encefalo adiacenti. 9

3. IL CANNABIDIOLO (CBD) COME TERAPIA

É stato dimostrato che il CBD ha effetti neuroprotettivi in modelli di animali neonati con danni cerebrali da eventi ipossico-ischemici acuti, così come in modelli di topi adulti. Il CBD (1 mg/kg) è stato dimostrato indurre una sostanziale riduzione del danno eccitotossico, stress ossidativo e infiammazione fino a 7 giorni dopo la lesione, indicando i tre maggiori meccanismi patofisiologici coinvolti nella generazione del danno cerebrale permanente in seguito agli ictus ischemici arteriosi. 10

In uno studio più recente, che lavorava tramite modelli animali di ictus severo con topi neonati, il CBD (5mg/kg) è stato somministrato dopo l’insulto, complessivamente riducendo il danno cerebrale peri-infartuale e ripristinando la funzione neurocomportamentale nel breve e nel lungo termine. 

L’estensione dell’infarto non era modificata dal CBD, ma i suoi effetti benefici erano apparenti già una settimana dopo l’ictus, inclusa la prevenzione di invalidità funzionale permanente. Non sono stati osservati effetti collaterali.  

In seguito alla somministrazione di CBD, la mobilità prima persa è stata ripristinata, sono state migliorate le funzioni neurocomportamentali che controllano forza, coordinazione, performance senso-motorie e cognitive ed è stata prevenuta ogni ulteriore perdita neuronale. 11

4. CANNABIDIOLO PER NEONATI

La prospettiva che il cannabidiolo (CBD) diventi un farmaco sicuro ed efficace contro l’ipossia-ischemia neonatale inizia a diventare realtà in seguito a numerosi studi che hanno dimostrato i suoi effetti benefici su multipli parametri neurofisiologici comunemente utilizzati per il monitoraggio dei neonati ricoverati per asfissia. 

In uno di questi studi, la somministrazione endovenosa di CBD (0.1 mg/kg) migliorò l’ossigenazione del tessuto cerebrale durante le prime tre ore dopo l’ischemia-ipossia e indusse un recupero parziale dell’ampiezza EEG da 1 a 6 ore in animali (maialini) appena nati. 

Come con gli gli studi con i roditori, è stato dimostrato che il CBD esercita una protezione a lungo termine; 

L’analisi neurocomportamentale ha mostrato che gli animali trattati con CBD avevano un recupero funzionale più veloce e più significativo rispetto agli animali che non lo avevano ricevuto. 12 ; 13

Presi complessivamente, questi studi su modelli animali roditori e non roditori suggeriscono fortemente che il CBD potrebbe essere un farmaco efficace e sicuro nelle fasi acute e subacute degli ictus ischemici ed è oggi il cannabinoide più adatto per essere candidato all’uso clinico nei neonati con encefalopatia. 

4.1 CANNABIDIOLO PER NEONATI: COME SOMMINISTRARLO?

Le varietà di Cannabis che sono considerate ricche in CBD sono quelle che presentano almeno il 4% di CBD.  In questo articolo puoi trovare la tabella delle varietà in commercio nelle farmacie italiane: “Che cos’è la Cannabis terapeutica?

Il CBD per neonati è somministrabile sotto forma di olio o estratto o perfino in supposte; se il bambino è intubato, è consigliabile invece l’utilizzo di tintura (evitare alcol e preferire glicole) da introdurre nel sondino.

5. DIRITTI RISERVATI

Tutti i contenuti pubblicati su questo sito in forma scritta, audio visiva e grafica, escludendo i casi dove diversamente indicato, sono creati da o per conto di Cannabiscienza Srl, che ne detiene pieni diritti d’autore. Questi contenuti originali sono stati offerti senza pubblicità. Se desideri utilizzare questo contenuto sul Cannabidiolo per neonati o un altro contenuto prodotto da Cannabiscienza, indicaci le finalità d’uso, il luogo di riproduzione e chiedici permesso tramite questa pagina.

Referenze

  1. Ferriero, D.M.
    Neonatal brain injury.
    N. Engl. J. Med. 2004, 351, 1985–1995.[]
  2. Vannucci, R.C.
    Hypoxic-ischemic encephalopathy.
    Am. J. Perinatol. 2000, 17, 113–120.[]
  3. Back, S.A.; Luo, N.L.; Borenstein, N.S.; Levine, J.M.; Volpe, J.J.; Kinney, H.C.
    Late oligodendrocyte progenitors coincide with the developmental window of vulnerability for human perinatal white matter injury.
    J. Neurosci. 2001, 21, 1302–1312.[]
  4. Higgins, R.D.; Raju, T.; Edwards, A.D.; Azzopardi, D.V.; Bose, C.L.; Clark, R.H.; Ferriero, D.M.; Guillet, R.; Gunn, A.J.; Hagberg, H.; et al.
    Hypothermia and other treatment options for neonatal encephalopathy: An executive summary of the Eunice Kennedy Shriver NICHD workshop.
    J. Pediatr. 2011, 159, 851–858.e1.[]
  5. Alonso-Alconada, D.; Alvarez, A.; Hilario, E.
    Cannabinoid as a neuroprotective strategy in perinatal hypoxic-ischemic injury.
    Neurosci. Bull. 2011, 27, 275–285[]
  6. Galve-Roperh, I.; Aguado, T.; Palazuelos, J.; Guzman, M.
    The endocannabinoid system and neurogenesis in health and disease.
    Neuroscientist 2007, 13, 109–114.[]
  7. Ramirez, S.H.; Hasko, J.; Skuba, A.; Fan, S.; Dykstra, H.; McCormick, R.; Reichenbach, N.;Krizbai, I.; Mahadevan, A.; Zhang, M.; et al.
    Activation of cannabinoid receptor 2 attenuates leukocyte-endothelial cell interactions and blood-brain barrier dysfunction under inflammatory conditions.
    J. Neurosci. 2012, 32, 4004–4016.[]
  8. Fernandez-Lopez, D.; Martinez-Orgado, J.; Nunez, E.; Romero, J.; Lorenzo, P.; Moro, M.A.;Lizasoain, I.
    Characterization of the neuroprotective effect of the cannabinoid agonist WIN-55212 in an in vitro model of hypoxic-ischemic brain damage in newborn rats.
    Pediatr. Res. 2006, 60, 169–173.[]
  9. Fernandez-Lopez, D.; Pazos, M.R.; Tolon, R.M.; Moro, M.A.; Romero, J.; Lizasoain, I.; Martinez-Orgado, J.
    The cannabinoid agonist WIN55212 reduces brain damage in an in vivo model of hypoxic-ischemic encephalopathy in newborn rats.
    Pediatr. Res. 2007, 62, 255–260.[]
  10. Castillo, A.; Tolon, M.R.; Fernandez-Ruiz, J.; Romero, J.; Martinez-Orgado, J.
    The neuroprotective effect of cannabidiol in an in vitro model of newborn hypoxic-ischemic brain damage in mice is mediated by CB(2) and adenosine receptors. Neurobiol.
    Dis. 2010, 37,434–440.[]
  11. Ceprian, M Vargas, C Cora, A Barata, L et al.. (2016).
    Neuroprotective effect of cannabidiol in a newborn rat model of acute ischemic stroke.
    International Cannabinoid Research Society 26th annual symposium. 26 (1), 27.[]
  12. Alvarez, F.J.; Lafuente, H.; Rey-Santano, M.C.; Mielgo, V.E.; Gastiasoro, E.; Rueda, M.;Pertwee, R.G.; Castillo, A.I.; Romero, J.; Martinez-Orgado, J.
    Neuroprotective effects of the nonpsychoactive cannabinoid cannabidiol in hypoxic-ischemic newborn piglets.
    Pediatr. Res. 2008, 64, 653–658.[]
  13. Lafuente, H.; Alvarez, F.J.; Pazos, M.R.; Alvarez, A.; Rey-Santano, M.C.; Mielgo, V.; Murgia-Esteve, X.; Hilario, E.; Martinez-Orgado, J.
    Cannabidiol reduces brain damage and improves functional recovery after acute hypoxia-ischemia in newborn pigs.
    Pediatr. Res. 2011, 70, 272–277.[]
Autore
Viola Brugnatelli
Direttrice scientifica di Cannabiscienza e ricercatrice in neuroscienze presso l’Università degli Studi di Padova

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *